Riciclo oli lubrificanti: Italia da record in Europa

L’Italia conquista un importante primato nel campo dell’economia circolare: il nostro Paese è leader in Europa nella raccolta e nel riciclo degli oli lubrificanti. 

Le performance nostrane sono migliori di quelle tedesche, spagnole, inglesi e francesi: nessuno, meglio dell’Italia, riesce ad ottimizzare il processo tecnologico che consente la trasformazione di un rifiuto pericoloso derivante da industrie e automobili in una nuova base lubrificante.

In Italia, già da diversi anni, circa il 95% degli oli lubrificanti viene rigenerato ed impiegato per la creazione di una nuova base lubrificante.

Ciò a differenza di altri Paesi UE, che optano per la via della combustione per creare energia termica: per citare qualche dato, la Spagna rigenera il 68% degli oli, la Francia il 60%, la Germania il 50% e il Regno Unito il 14%.

L’ottimizzazione e la valorizzazione del processo di riciclo degli oli lubrificanti ha consentito, dal 1984 ad oggi, un risparmio di circa tre miliardi di euro sulla bilancia petrolifera. Questo perché, investendo nella rigenerazione di oli usati, si riducono le quantità di petrolio da importare per produrre nuove basi lubrificanti.

Circa il 25% dell’olio che alimenta le automobili o le macchine industriali proviene da base rigenerata.

L’eccellenza italiana nella rigenerazione degli oli lubrificanti è talmente pronunciata da diventare una case history nel Vecchio Continente ed un esempio virtuoso da seguire per tutti gli Stati membri.

Lo scorso 14 marzo, il Parlamento Europeo ha approvato il Pacchetto Economia Circolare, che dovrà essere negoziato con il Consiglio dei Ministri UE. Sulla base di questa trattativa verranno stabilite importanti linee guida sulla gestione dei rifiuti nei prossimi anni.

L’emendamento 195 del Pacchetto fa riferimento alle percentuali minime che gli Stati UE dovranno raggiungere nel campo del riciclo degli oli lubrificanti: si parla di un traguardo pari all’85% entro il 2025.

Visti i risultati, l’Italia, che ha già abbondantemente superato la soglia prevista con 8 anni di anticipo, sarà eletta a modello da seguire per i Paesi membri dell’Unione.

Per presentare questo primato made in Italy ed “insegnarlo” all’UE, il 24 aprile a Bruxelles sono stati invitati ad esporre le loro idee Paolo Tomasi e Franco Barbetti del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (ente senza scopo di lucro che dirige il settore dal 1984), e Paolo Lazzarinetti di Viscolube (azienda italiana leader nel processo di rigenerazione degli oli usati).

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