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Dall’inventario ISIN 2024 al primo convegno nazionale sulla sicurezza nucleare: trasparenza, sfide e il futuro del deposito nazionale
L’Italia ha ormai da decenni rinunciato alla produzione di energia nucleare a scopi civili. Tuttavia, l’eredità del passato – fatta di impianti dismessi, ospedali, centri di ricerca e attività industriali che producono o hanno prodotto rifiuti radioattivi – impone una costante attenzione alla gestione, allo stoccaggio e alla sicurezza di questi materiali. Il quadro complessivo è tracciato con precisione nell’Inventario nazionale 2024 dei rifiuti radioattivi, pubblicato dall’ISIN – Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. L’inventario, che ha valore di documento ufficiale, fotografa la situazione aggiornata al 31 dicembre 2023 e censisce tutti i depositi temporanei presenti sul territorio nazionale. In attesa della realizzazione del Deposito Nazionale, opera infrastrutturale prevista da tempo ma ancora non attuata, questi depositi fungono da siti provvisori di stoccaggio, con diversi livelli di sicurezza e capienza. Secondo il documento ISIN, i rifiuti radioattivi italiani sono attualmente custoditi in 32 siti temporanei, distribuiti in 14 Regioni. Alcuni di questi sono storici, legati a impianti nucleari dismessi (come quelli di Caorso o Trino), altri più recenti, legati alla ricerca o alla medicina nucleare. I principali depositi si trovano presso:
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SOGIN S.p.A., responsabile del decommissioning nucleare, gestisce i più grandi impianti dismessi:
- Caorso (PC) – ex centrale nucleare, ospita rifiuti radioattivi di media e bassa attività.
- Trino (VC) – ex centrale “Enrico Fermi”, in fase di smantellamento.
- Garigliano (CE) e Latina – altri due ex impianti in dismissione.
- Impianto Eurex di Saluggia (VC) – noto per essere uno dei più delicati, a causa della vicinanza al fiume Dora Baltea.
- Impianto ITREC di Rotondella (MT) – sito complesso, con presenza anche di rifiuti ad alta attività.
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ENEA, con i suoi centri di ricerca nucleare a:
- Casaccia (RM) – il più grande centro ENEA, ospita rifiuti da ricerca e medicina.
- Trisaia (MT) – con una lunga storia di sperimentazione nucleare.
- Saluggia (VC) – in condivisione con SOGIN.
- IRCCS, Università e ospedali: in città come Milano, Bologna, Torino, Roma, Napoli, Palermo, esistono piccoli depositi collegati ad attività sanitarie e di ricerca, spesso situati nei seminterrati di strutture sanitarie.
- Aziende e industrie private: in alcuni casi, anche operatori privati sono titolari di depositi temporanei, a seguito di attività industriali o per il trattamento di materiale contaminato.
La maggior parte dei rifiuti custoditi è di bassa o molto bassa attività, ma l’assenza di un deposito nazionale comporta un prolungamento della permanenza temporanea, con ovvie ricadute in termini di rischio, costi e gestione. Dal 2014 esiste un piano per la costruzione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, che dovrebbe concentrare in un’unica struttura i rifiuti a bassa e media attività e fungere da hub di ricerca. Tuttavia, la scelta del sito è ancora oggetto di dibattito politico e di opposizione locale. La CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee), pubblicata da SOGIN, ha individuato 67 aree in 7 Regioni, poi ridotte a 51 nella proposta definitiva. Nessuna Regione ha però finora dato un chiaro consenso alla localizzazione dell’impianto, nonostante le compensazioni economiche previste. In questo contesto di attesa e complessità, si colloca una novità importante: il primo convegno nazionale organizzato da ISIN, previsto per il 6 maggio 2025 a Roma, presso il Centro Congressi “Roma Eventi – Piazza di Spagna”. È un appuntamento storico, sia per la partecipazione politica trasversale sia per la volontà dichiarata dell’ente di porsi come garante super partes della sicurezza e della trasparenza.Il titolo del convegno – “ISIN, dall’esperienza pregressa ai nuovi scenari per garantire efficienza e sicurezza” – racchiude il senso dell’iniziativa. La giornata è divisa in due sezioni:
- La prima parte sarà dedicata a una tavola rotonda politica sul futuro del nucleare in Italia, con la presenza di esponenti di tutte le principali forze parlamentari (Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Lega, PD, Forza Italia, Azione, Fratelli d’Italia, Noi Moderati). L’obiettivo è discutere pubblicamente del nuovo disegno di legge delega sul nucleare e sul rilancio del settore.
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La seconda parte sarà invece più tecnica, con focus su temi cruciali come:
- localizzazione del deposito nazionale,
- gestione dei rifiuti,
- supporto ISIN alle prefetture per siti contaminati,
- spedizioni internazionali e ritardi (“denial of shipment”),
- impianti nelle zone di conflitto (Ucraina),
- sistemi di monitoraggio ambientale (SINRAD).
Infine, sarà illustrata l’organizzazione interna dell’Ispettorato, con interventi su sicurezza, trasporto, radioprotezione e attività ispettive.

Crediti foto: Foto di Leopictures da Pixabay

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