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È stato realizzato un documento per la mobilità sostenibile che contiene indicazioni per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti del 60% entro il 2050.
Ora, non ci sono più scuse: la Road Map italiana per la mobilità sostenibile è una realtà. Il documento “Elementi per una Road Map della mobilità”, redatto da 80 stakeholder con il supporto del RSE (Ricerca Sistema Energetico), è stato presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e del viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini.
Il documento è la conclusione del percorso iniziato al tavolo tenutosi nel 2016 e contiene linee guida per la decarbonizzazione dei consumi energetici, la riduzione delle emissioni e per la creazione di opportunità di sviluppo economico e sociale, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 60% entro il 2050.
Dalle parole, un primo passaggio ai fatti interesserà i bus italiani, in buona parte obsoleti: più di 8.000 autobus cittadini sono euro 0 o euro 1. Per la loro sostituzione sono stati stanziati quattro miliardi e 300 milioni di euro su un piano quadriennale, i quali potranno venire integrati dalle aziende di trasporto pubblico per un totale di 7 miliardi di euro.
Il documento mette in luce, inoltre, la necessità di promuovere la competitività delle filiere nazionali del trasporto orientando la mobilità verso l’efficienza e la sostenibilità e intervenendo sulla tecnologia dei mezzi di trasporto al fine di ridurne l’impatto inquinante.
Per questo, le linee guida prevedono anche una serie di misure volte a incentivare la sostenibilità del trasporto privato: tra queste, l’incentivazione allo smart working, alla mobilità su due ruote, allo sviluppo della mobilità a gas e a idrogeno. I centri urbani sono inoltre tenuti a sviluppare car sharing e incentivare all’uso dei trasporti pubblici. Di certo, su quest’ultimo fronte, c’è ampio spazio di crescita: secondo i dati citati dal viceministro Nencini durante la presentazione della Road Map, la mobilità degli italiani passa oggi per il 75% dalle automobili, mentre cicli e motocicli costituiscono circa il 4.6%.
Per assicurarsi che le considerazioni si tramutino in reale cambiamento, 45 realtà tra stakeholder, associazioni ambientalistiche, case automobilistiche, imprese energetiche e Adiconsum con unica Associazione Consumatori hanno sottoscritto un ulteriore documento, contente le “Raccomandazioni degli stakeholder del tavolo della mobilità sostenibile”, fornendo indicazioni pratiche e suddividendo il campo d’azione in tre aree sinergiche.
Tre le parole d’ordine:
• Avoiding - ridurre la necessità di trasporto e la lunghezza dei percorsi
• Shifting - cambiare le abitudini di mobilità in favore di mezzi efficienti e sostenibili
• Improving - migliorare l’efficienza dei veicoli e dei mezzi di trasporto pubblico.
Affinché il cambiamento abbia luogo e possa davvero radicalizzarsi, infatti, è necessario vincere una doppia sfida: da una parte quella tecnologica, dall’altra quella, forse ancora più difficile, giocata sul campo delle decisioni quotidiane responsabili da parte di ogni individuo.
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