Il vino biologico e biodinamico è anche sostenibile?

merano-wine-festivalUna domanda che ci siamo posti prima di partecipare al Merano Wine Festival, importante rassegna che si tiene in Alto Adige ogni novembre.

La nostra visita a Bio&dynamica – rassegna del Festival che dedica per il secondo anno consecutivo una vetrina speciale alle produzioni biologiche e biodinamiche – voleva rispondere alla domanda iniziale. Infatti, basta produrre vino secondo uno specifico disciplinare per definirsi un’azienda sostenibile?

Dal confronto con molti degli espositori è emerso un quadro davvero variegato e poco consapevole del concerto di sostenibilità: molti ritengono che essere sostenibile significhi adottare delle politiche green nel rispetto dell’ambiente (pannelli fotovoltaici, riduzione di fitofarmaci etc) senza però inquadrarle in una visione di processo. In questo senso nessuno ha cominciato a rendicontare il proprio impegno sostenibile, misurando le proprie performance, al contrario molti rimangono straniti da questa richiesta.

Come purtroppo spesso accade in altri settori il concetto di sostenibilità pare essere un’accattivante leva di comunicazione e marketing visto che campeggia in molti siti internet, anche di aziende che in realtà hanno una superficie vitata vocata al bio inferiore al 10% del totale. Non manca chi, fuori dal coro, ritiene pleonastico parlare di sostenibilità e si “limita” a produrre del buon vino.

Insomma, pare che nonostante le voci discordanti un vino buono e “sano” per l’ambiente e chi lo produce non sia utopia ma un impegnativo quanto necessario percorso da intraprendere quanto prima. Significativo riaffermarlo a 30 anni dallo scandalo metanolo che sconvolse il mondo vinicolo italiano, ma che oggi rappresenta una straordinaria metafora del passaggio – ancora in corso – da un’economia basata sulla quantità ad una che punta in maniera più trasparente su qualità e valore condiviso.

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