Turismo a Venezia, un conto salato per la città

Dalla stampa italiana a quella internazionale, si risveglia l’attenzione per il problema della gestione turistica di Venezia: con la presenza costante di inquinanti navi da crociera, la città svende la salute dei cittadini in nome del turismo.

Una città pullulante di vita, anche troppo per l’equilibrio di questa piccola perla immersa nel mare: così si presenta Venezia durante il giorno, soprattutto nei mesi di flusso turistico più intenso. Con il calare del sole la laguna si svuota, lasciando spazio al silenzio dei pochi residenti. Il problema non è nuovo, seppure emerso con decisione in questi ultimi mesi: la trasformazione di Venezia in Veniceland, un parco giochi da usare senza troppa cura, è stata ben ritratta all’interno dell’omonimo documentario di Enrico Michieletto.

A riaccendere il dibattito quest’anno è stato il New York Times, con un articolo nel quale è stato posto l’accento sul rischio, per Venezia, di diventare una “Disneyland sul mare”. Il problema, però, non è soltanto identitario e culturale: il risvolto ambientale e salutistico è quello che forse preoccupare più di ogni altro.

I flussi turistici che interessano Venezia lasciano poco spazio ad approcci sostenibili e al rispetto del delicato ecosistema della città irrorata dalle acque marittime. Il problema per ora è senza una soluzione in vista, nonostante il Comune abbia istituito nel 2016 un comitato per la ricerca di nuove strategie per la gestione dei flussi turistici, con lo scopo di regolamentare i percorsi di navigazione all’interno della città.

Il risultato? Una città come un immenso luna park, un luogo interamente piegato ai desideri turistici, che si cura poco dei suoi cittadini, i quali denunciano le difficoltà del trasporto pubblico, la scarsa vivibilità e l’inquinamento causato dalle grandi navi da crociera che ogni giorno arrivano nella laguna.

Recentemente, anche il Guardian ha volto l’attenzione ai problemi causati a Venezia (ma non solo) da questi colossi del mare: “Se avete programmato vacanze a Venezia quest’estate, non dimenticate di portare con voi una mascherina anti inquinamento”, è il monito lanciato dal periodico. In una città praticamente priva di veicoli a motore, il pericolo viene dal mare ed è, purtroppo, estremamente concreto.

All’interno dell’articolo l’autore Axel Friedrich, consulente navale attualmente impegnato nel gruppo Nabu, riporta i risultati delle rilevazioni effettuate in loco da lui e dal suo team. Lungo il canale principale, le apparecchiature hanno registrato la presenza di 500 particelle ultra sottili per centimetro cubo: una concentrazione 500 volte maggiore di quella comunemente presente nell’aria delle aree marittime.

Senza norme adeguate, a Venezia si rischia di morire di bellezza e, purtroppo, non solo qui: secondo la Commissione Europea, ogni anno in Europa 50mila persone muoiono prematuramente a causa delle emissioni del settore navale. Un prezzo decisamente alto da pagare, per godere le bellezze di un Continente che deve ancora imparare, prima di tutto, a tutelare i suoi cittadini.

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