Teco: cercasi eco-innovatori per preservare le risorse naturali dell’India

Il Teco – Technological Eco-Innovations for the Quality Control of Polluted Waters and Soils, è un programma co-finanziato dall’Unione Europea che mette a disposizione borse di studio e di ricerca per eco-progetti che mirano a migliorare la qualità di acqua e suolo in India.

Il Teco – Technological Eco-Innovations for the Quality Control of Polluted Waters and Soils, è un programma co-finanziato dall’Unione Europea che mette a disposizione borse di studio e di ricerca per eco-progetti che mirano a migliorare la qualità di acqua e suolo in India.

Una stretta di mano fra Europa e India, un incontro fra cervelli, risorse e competenze in abito green per prevenire e contrastare l’inquinamento di acque e suoli nel Paese asiatico. E’ questo, in poche parole, l’obiettivo del Teco – Technological Eco-Innovations for the Quality Control of Polluted Waters and Soils.

L’iniziativa, co-finanziata dall’Unione Europea, è coordinata dal Cnr Italiano in collaborazione con il National Environmental Engineering Research Institute (NEERI), uno dei principali istituti di ricerca indiani che si occupano di tecnologie ambientali. Il programma, attivo fino a dicembre 2018, si basa sull’erogazione di borse di studio e ricerca della durata variabile, riservate a chi dimostra di avere un’idea di tecnologia applicata all’ambiente virtuosa e vincente, da proporre a partner in loco.

Si facciano avanti, dunque, gli esperti del settore in possesso del giusto spunto: la prima call per partecipare si è aperta lo scorso 15 luglio e si chiuderà il 15 settembre. Il modulo di domanda, da compilare per concorrere all’assegnazione della borsa Teco, è scaricabile dal sito www.tecoproject.eu.

“Tutti possono partecipare, sia che provengano dal mondo della ricerca che da quello delle aziende private o delle amministrazioni pubbliche, purché abbiano una pregressa esperienza nei settori richiesti dal progetto, ovvero le tecnologie applicate alla qualità delle acque e dei suoli” assicura Massimo Spadoni dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr e coordinatore del programma.

Eco-innovazione e collaborazione sono pertanto le parole d’ordine per un progetto che mira a migliorare la qualità delle risorse naturali, stimolando il dialogo a tutto tondo: fra continente e continente, fra settore pubblico e privato, fra ricerca e istituzioni.

Che, come afferma Teco sul suo sito, l’impatto dello sviluppo industriale sia stato spesso spietato, invadente e distruttivo è innegabile. Tuttavia, in questo particolare momento storico, in cui il dibattito ambientale sta finalmente lasciando l’intimità delle aule o delle discussioni fra addetti ai lavori per raggiungere il pulpito internazionale che gli compete (si pensi all’enciclica papale “Laudato Sii” o alle recenti dichiarazioni di intenti del Presidente degli Stati Uniti Obama), è tempo di invertire la rotta.

In modo netto, deciso e ragionato, mettendo in campo competenze e cooperazione: consapevoli che i mezzi esistono e che oggi le tecnologie possono essere considerate davvero all’avanguardia solo se tengono in considerazione le esigenze di un pianeta allo stremo delle forze.

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