Silicon Valley: quanto sono sostenibili i colossi della tecnologia?

43-silicon-valleyIl primo studio sulla sostenibilità dei Big tecnologici fotografa una realtà fatta di buone intenzioni, ma carente dal punto di vista dell’approccio scientifico.

Se ti si chiedesse di pensare a un luogo nel mondo simbolo di innovazione, non penso avresti dubbi: lo sguardo internazionale è puntato sulla Silicon Valley. Se l’impressione è quella che il futuro tecnologico del mondo si decida nella più grande fucina americana, è il momento di porsi una domanda: che ruolo ha, in questo microcosmo, la sostenibilità? Il tema è delicato oggi e presumibilmente sempre più cruciale in futuro.

 

Non siamo gli unici a chiederci quale sia il ruolo della sostenibilità nelle aziende pronte a rivoluzionare il mondo: il CSE (Centre for Sustainability and Excellence) ha annunciato il suo primo report dedicato all’argomento, il Sustainability Trends in Silicon Valley. Lo studio segna un punto di svolta: si tratta della prima indagine condotta per fotografare lo stato dell’arte dei colossi tecnologici e delle startup della zona.

 

Lo studio prende in esame 100 compagnie, spaziando dalle piccole alle grandi imprese con oltre 100mila impiegati. Per tutte sono state prese in esame le best (o bad) practices evidenziando il loro eventuale ruolo di modelli di sostenibilità per altre aziende e per altri settori.

 

Partiamo da una buona notizia: il 61% delle aziende prese in esame ha una certificazione di sostenibilità. Sul monitoraggio, però, c’è ancora molta strada da fare. Soltanto il 21%, infatti, ha report di sostenibilità che ne verifichino e certifichino le attività messe in atto. La maggior parte delle aziende, piuttosto, sceglie di elencare le proprie pratiche, senza un sistema di verifica basato su un approccio scientifico.

 

Il report considera i livelli di sostenibilità prendendo in esame cinque diverse categorie: comunità, ambiente, dipendenti, etica, catena di fornitura e filantropia. L’approccio delle aziende si rivela molto settoriale: solo il 21% delle aziende è presente con iniziative specifiche in tutte le categorie, mentre le altre dirigono gli sforzi su una o due categorie, senza però coprirle tutte.

 

Essere leader sul mercato, sottolinea lo studio, non significa essere leader di sostenibilità: poche delle grandi aziende sono in grado di garantire una strategia chiara da sottoporre ai propri stakeholder. A ricevere maggiori attenzioni è il campo dell’etica, con iniziative specifiche messe in atto dal 95% delle aziende prese in esame.

 

Il report, primo nel suo genere, permette di introdurre un approccio scientifico in un tema ancora oggi vissuto in modo vago e senza la sentita necessità di analisi e reportistica da parte delle aziende e dei colossi della Silicon Valley. Lo studio aiuterà a dare maggiore dignità al concetto di “sostenibilità”?

 

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