RIUp – La start up che mette il design al servizio dell’ambiente

L’azienda romagnola propone una soluzione ecologica per riciclare gli scarti industriali creando un’offerta commerciale all’insegna della sostenibilità.

L’azienda romagnola propone una soluzione ecologica per riciclare gli scarti industriali creando un’offerta commerciale all’insegna della sostenibilità.

Non è importante concepire una sedia, un tavolo, una borsa o una tenda da cucina e, deciso l’oggetto, cercare gli elementi utili al suo assemblaggio. Anzi, il principio è l’esatto contrario: prima si trovano gli scarti industriali da smaltire, quindi si creano dei prodotti d’uso quotidiano in funzione di essi. Quella di RIUp, giovane start-up faentina che si compone di 7 ragazzi tra architetti, designers e addetti al marketing, è una mission aziendale nobile, un dettame devoto alla sostenibilità: il design al servizio dell’ambiente.

L’idea è di andare oltre le esperienze di riciclo esclusive che si trasformano in semplice sfoggio artistico del talento creativo, creando piuttosto una linea coerente che confezioni un brand. A tale fine, tratto distintivo è la serialità della produzione: un’innovazione “pensata in ottica sostenibile” – commenta a Nonsoloambiente Silvia Dal Prato, Capo Progetto di RIUp – “perché si seguono degli specifici criteri di selezione degli scarti, andando a individuare le scorie destinate a essere bruciate, i residui privi di altra via di smaltimento”.

Quella degli scarti seriali è una ricerca mirata e legata alla territorialità. Grazie alla collaborazione con un ampio numero di aziende e cooperative sociali, infatti, è possibile raccogliere i dati necessari a mappare una precisa area urbana e, “dopo un accurato studio, portato avanti in un arco temporale di 5 anni, comprendere quali siano gli scarti emergenti sul territorio specifico e intervenire per ridurne l’impatto ambientale”.

Soltanto allora, trovati gli elementi giusti, si procede all’ideazione di prototipi. Come il Lùne, una combinazione di pouf e tavolino che unisce tessuto ospedaliero con bobine di carta precompressa, cartone, fili metallici, carta da parati e, per dare quel tocco di tradizione che vede Faenza essere storicamente nota per la sua produzione, un piano di mosaico formato da frammenti di ceramica.

In un contesto in cui le aziende sono sempre più attente alla Corporate Social Responsibility e all’abbattimento di costi ed emissioni, aumentano inoltre le realtà industriali che si attivano per richiedere servizi e soluzioni in grado di risolvere le criticità dei materiali in esubero. Per il momento le partnership di RIUp riguardano imprese bolognesi e ferraresi, ma l’eco-iniziativa ha le potenzialità per espandersi.

Sebbene abbiamo in agenda un contesto fieristico a Eindhoven verso la fine del 2016” – commentano dalla start-upla nostra priorità è la diffusione in Italia”. Anche perché è qui che, dopo aver affrontato i temi di architettura sociale e auto-costruzione sostenibile in giro per il mondo, Silvia Dal Prato, travolta dalla crisi, si è guardata intorno e ha visto nelle risorse inutilizzate una grande opportunità. Così, insieme ai ragazzi di RIUp, l’obiettivo è diventato “portare avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema, fornire un’alternativa industriale capace di ridurre l’impatto ambientale e generare una nuova green economy”.

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