Pagati per pedalare: la Francia premia chi va in bici al lavoro

Frédéric Cuvillier, Ministro francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, propone un piano d’azione per agevolare i ciclisti. Gli incentivi sono anche economici: 25 centesimi a chilometro a chi usa la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro.

Di Valentina Tibaldi

Frédéric Cuvillier, Ministro francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, propone un piano d’azione per agevolare i ciclisti. Gli incentivi sono anche economici: 25 centesimi a chilometro a chi usa la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro.

La mobilità sostenibile da qualche tempo parla francese. E’ dello scorso 5 marzo, infatti, l’annuncio del Governo d’oltralpe di una misura di legge che, facendo leva su valori cardine come sicurezza e convenienza, si propone di far crollare ostacoli oggettivi e pregiudizi legati ai trasporti su due ruote all’interno del traffico cittadino.  

Il piano d’azione, presentato dal Ministro Frédéric Cuvillier, si compone di venticinque punti capaci di incentivare l’utilizzo della bicicletta nel tragitto casa-lavoro, a discapito della tradizionale e ben più impattante automobile.

“Oltre ai suoi effetti benefici sulla qualità dell’aria e la salute” si legge sul sito del Ministero dell’Ecologia “il ciclismo è un settore ad alto potenziale, che genera annualmente un impatto economico di 4,5 miliardi di dollari, rappresentando 35mila posti di lavoro”. Per dare forza e concretezza a questa convinzione, è stata studiata una forma di sostegno finanziario simbolico, elargito tramite rimborso, per i dipendenti-ciclisti: 25 centesimi a chilometro percorso, che si aggiungono al risparmio, in termini di carburante e parcheggio, che di per sé garantisce l’auto abbandonata in garage.

Ma le misure proposte da Cuviller vanno ben oltre, inserendosi all’interno di una strategia nazionale che, già lo scorso 13 giugno 2013, aveva portato all’istituzione di un gruppo di lavoro interministeriale per la promozione di mezzi di trasporto alternativi. A partire da quel momento, una squadra formata da parlamentari, associazioni di categoria e costruttori è all’opera per “fare emergere delle proposte concrete con il fine di incoraggiare la Francia a spostarsi in bicicletta o a piedi”.

E così, si prevede un implemento delle zone a traffico limitato, un inasprimento delle sanzioni per chi parcheggia sulle piste ciclabili, una sinergia crescente con il trasporto pubblico grazie a servizi digitali, depositi e parcheggi per le bici in prossimità di stazioni ferroviarie e nodi di interscambio. Il tutto accompagnato da programmi d’informazione e formazione scolastica.

Un bell’esempio di progettazione sistemica che, trasposto e adattato, potrebbe semplificare la vita anche ai cicloamatori italiani, già disposti a recarsi al lavoro su due ruote alle attuali condizioni, e ancor più in presenza di maggiori tutele. Per un quadro su questo argomento e sulla mobilità sostenibile in Italia, rimandiamo agli articoli qui pubblicati: “In bici al lavoro: una scelta per sempre più italiani” e “”Mobilità sostenibile: città italiane e social network a misura di bicicletta.

La bicicletta è un’alternativa reale e possibile: pedalare per credere!

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