La logica del valore condiviso come chiave di crescita per l’Italia

Lo scorso 22 gennaio, a Milano, presso il Palazzo Giuresconsulti, si è svolto un convegno promosso da Sanpellegrino e dedicato al ruolo delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione.

Lo scorso 22 gennaio, a Milano, presso il Palazzo Giuresconsulti, si è svolto un convegno promosso da Sanpellegrino e dedicato al ruolo delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione.

In un periodo di forte crisi economica e caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione, occorre creare politiche aziendali orientate alla crescita e alla sostenibilità sociale.
Secondo la logica del valore condiviso, per avere successo nel lungo periodo, un’azienda deve creare valore sia per sé e per i propri azionisti che per la società in cui opera, apportando benefici concreti alle persone, all’economia e al territorio e promuovendo uno sviluppo sostenibile lungo tutto il proprio processo produttivo, investendo nell’implementazione di soluzioni sempre più innovative e con il minor impatto ambientale possibile.

All’incontro hanno preso parte diversi esperti del panorama socio-economico nazionale: Francesco Daveri, Economista; Emilio Reyneri, Sociologo del Lavoro; Stefano Agostini, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino e Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys, società indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza, che opera con competenze di eccellenza nei settori dell’ambiente e dell’energia, assistendo imprese e istituzioni.

L’economista Francesco Daveri spiega che l’Italia per crescere deve attivare il «moltiplicatore dei posti di lavoro», proprio come accade in America, avvalendosi dell’aiuto della politica, che deve scommettere sui settori e sulle aziende trainanti.

Nel 2013 il tasso di disoccupazione ha superato il 12,5 %, ma Emilio Reyneri, Sociologo del Lavoro, spiega che non bisogna considerare il tasso di disoccupazione, bensì quello di occupazione, «che è inferiore di quasi 10 punti percentuali alla media UE: 55% contro 65%, secondo Eurostat. Escludendo Grecia, Spagna e Croazia, tra i 28 paesi UE, l’Italia è quello che crea meno occupazione». Tra i giovani d’età compresa tra i 15 e i 24 anni la percentuale di coloro che cerca attivamente lavoro non raggiunge l’11%.

«In Italia un più elevato titolo di studio consente ancora ai giovani di trovare lavoro meno lentamente. Il rendimento dell’istruzione in Italia è comunque decisamente più piccolo che negli altri paesi europei», conclude Reyneri.

Durante l’incontro sono stati analizzati i dati relativi al valore condiviso prodotto dal Gruppo Sanpellegrino nel 2012, lungo tutta la filiera produttiva.
Il Gruppo Sanpellegrino, infatti, ha generato:

  • 1,1 miliardi di € di valore condiviso (0,10% della produzione industriale italiana)
  • 7.000 posti di lavoro (3 per ogni dipendente Sanpellegrino)
  • 390 milioni di € di contribuzione fiscale (impose pagate dalle imprese, dai lavoratori e dai consumatori)

Ammonta a 258 milioni di Euro il contributo dell’export al valore condiviso creato nell’intera filiera in Italia. Sanpellegrino esporta i propri prodotti in 130 paesi al mondo.

Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys, ha dichiarato: «Le caratteristiche ‘Made in Italy’ dei prodotti  Sanpellegrino sono un importante volano per la creazione di valore nel nostro Paese: le vendite all’estero sono una componente essenziale, in quanto i prodotti sono realizzati in Italia e generano anch’essi valore aggiunto e occupazione a livello nazionale».

Afferma, infine, Stefano Agostini, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino: «La creazione di valore condiviso ha permesso, a noi di Sanpellegrino, di creare un link virtuoso e biunivoco tra qualità del territorio e competitività dell’impresa. Come azienda che imbottiglia acqua minerale siamo, infatti, depositari di una risorsa strettamente legata al territorio, che non può essere delocalizzata, e che quindi ci permettere di accrescere e accelerare la competitività del paese».

Claudia Fiorella

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