Food Policy: regolare l’accesso e il consumo di cibo per rendere sostenibile il futuro delle città.

L’intento di “Food and the cities”, libro di Andrea Calori e Andrea Magarini ricercatori di Està – Economia e Sostenibilità, è quello di accendere i riflettori sul tema della food policy, attraverso il censimento di numerose case history disseminate in tutto il mondo; Prima fra tutte la Food Policy di Milano.

L’intento di “Food and the cities”, libro di Andrea Calori e Andrea Magarini ricercatori di Està – Economia e Sostenibilità, è quello di accendere i riflettori sul tema della food policy, attraverso il censimento di numerose case history disseminate in tutto il mondo; Prima fra tutte la Food Policy di Milano.

La sostenibilità dei sistemi alimentari è sempre più spesso influenzata dall’organizzazione urbana, dal 2008 infatti più della metà della popolazione si è trasferita a vivere nelle città; in questo senso i cicli alimentari rappresentano un elemento cruciale del metabolismo urbano e vanno pertanto intesi come una vera e propria infrastruttura urbana. In ragione di questa sua particolare configurazione il cibo richiede un approccio sistemico e strategico che assume il nome di food policy, mutuato dal contesto anglosassone dove si è sviluppato a partire dai primi anni Duemila.

La genesi di Food and the cities – che analizza i sistemi alimentari nella loro dimensione urbana per l’appunto – coincide con la definizione di una food policy per il comune di Milano, un processo che ha già prodotto i suoi primi frutti come la sottoscrizione, nell’ottobre scorso, del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP) da parte di più di 100 città nel mondo.
Proprio il comune di Milano assieme a Fondazione Cariplo nel luglio del 2014 aveva sottoscritto un protocollo d’intesa – la Food Policy di Milano – per promuovere e implementare una strategia generale sul cibo e attivare, complice EXPO 2015, un dialogo internazionale finalizzato alla sottoscrizione del patto sopra menzionato. Il MUFPP, che dopo la sottoscrizione è stato consegnato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, identifica obiettivi condivisi rispetto ai quali ciascun Paese si impegna ad attivarsi secondo le proprie competenze e disponibilità.

Nello specifico la Food Policy di Milano ha avuto una gestazione di 16 mesi nei quali si è data attuazione a due distinte fasi: da un lato l’analisi delle caratteristiche del sistema alimentare milanese con la redazione di un documento di sintesi che enucleava dieci temi principali e dall’altro l’apertura, proprio su questi temi, di una fase di ascolto e consultazione che ha permesso di identificare le aree prioritarie di intervento.
Aree di intervento che nella seduta consiliare del 5 ottobre 2015 sono state formalizzate, con apposita delibera, in linee di indirizzo per il quinquennio 2015-2020. Le priorità sono:
– Garantire cibo sano e acqua potabile sufficiente per tutti;
– Promuovere la sostenibilità del sistema alimentare;
– Educare al cibo;
– Lottare contro gli sprechi.

Un piano ambizioso che vede ancora una volta Milano locomotiva d’Italia e avanguardia in Europa.

 

Intervista ad Andrea Calori, Autore di Food and the cities – Economia e Sostenibilità

Intervista a Maurizio Baruffi, Capo di Gabinetto del Sindaco – Comune di Milano

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