La sostenibilità come elemento di coesione

lmDa vent’anni in Italia, Leroy Merlin – Gruppo Adeò – diffonde alla sua community i valori della sostenibilità. Un impegno che traspare dalle parole del suo Coordinatore Sviluppo Sostenibile Luca Pereno, Nonsoloambiente lo ha incontrato.

La prima domanda è a bruciapelo: soddisfatto del lavoro fatto sinora? La domanda è singolare ma restituisce l’autentico spirito piemontese di Pereno, che con sincerità e pragmatismo dice di sentirsi soddisfatto a giorni alterni, perché c’è sempre molto da fare, senza dimenticare però i tanti progetti già sviluppati.

Nel nono Green Day – appuntamento annuale che vede l’azienda ritrovarsi e raccontarsi – la parola chiave era il NOI, resa tangibile anche dal fatto che a parlare dal palco non fosse solo il management ma molti dipendenti impegnati nei negozi. Una scelta non casuale e neppure “tattica” per Leroy Merlin che ha, per ammissione dello stesso Pereno l’obiettivo di trasferire a tutti il concetto di sostenibilità: ai dipendenti, ai fornitori e persino ai clienti.

Un impegno sostenibile che si fonda certamente sugli ormai noti tre pilastri – economico, sociale e ambientale – ma che non può prescindere da un quarto e fondamentale aspetto: la cultura. Un tema e una sfida tutt’altro che banali ma imprescindibili per il gruppo francese che tra dipendenti e indotto ingaggia migliaia di collaboratori.

Ed è qui che il concetto del NOI ritorna prepotentemente perché Pereno ribadisce, come spesso fa in pubblico, che Leroy Merlin da sola, senza il suo universo di fornitori non potrebbe fare nulla: in questo senso l’adozione di un comune codice di condotta, che non fa sconti a nessuno, è un elemento di coesione e sviluppo. Qui il nostro intervistato ci regala un bellissimo messaggio quando afferma che non è corretto far pagare di più un prodotto al cliente per il sol fatto che questo è certificato, un concetto non banale che si cerca di trasferire ai fornitori.

Lo sviluppo sostenibile di un’azienda come Leroy Merlin non è completo se non coinvolge anche i consumatori finali, qui Pereno ammette le perduranti difficoltà di qualsiasi organizzazione a trasferire al grande pubblico temi apparentemente distanti e poco tangibili tipici della sostenibilità, per questo è di vitale importanza raccontare la sostenibilità, tutto ciò che sta dietro ad un prodotto realizzato o un servizio erogato secondo i principi di sostenibilità. Non è un caso se il tema dei rifiuti è molto sentito, vivendolo quotidianamente sul territorio.

Nel corso dell’intervista sono due i passaggi che meritano una sottolineatura: secondo Pereno i bilanci non vengono letti dagli stakeholder perché lunghi e spesse volte ritenuti noiosi, in tal senso Leroy Merlin cerca di renderli maggiormente intellegibili attraverso i nuovi strumenti comunicazione sotto forma di pillole; alla domanda perché non abbiano altre certificazioni oltre alla 18001 (sulla sicurezza) risponde che personalmente non ci crede, soprattutto se il soggetto certificato paga l’ente certificatore e se ad essere certificati non sono i risultati ma la conformità con il proprio sistema di gestione. Piuttosto sarebbe favorevole alla valutazione delle performance di sostenibilità di tutte le organizzazioni da parte di un ente terzo veramente neutrale.

Ci lasciamo con una comune convinzione che si fa impegno futuro: comunicare meglio questo approccio consapevole fatto di lavoro e buone pratiche che sta dietro, ad esempio, a un elemento in legno certificato FSC. In tal senso vi sono già dei progetti in cantiere, senza dimenticare un altro importante target aziendale come il miglioramento della raccolta differenziata in negozio. Due validissimi motivi per tornare a trovare presto il management Leroy Merlin.

 

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