CAP21: il programma di Gruppo CAP per la sostenibilità delle reti idriche

L’acqua è una risorsa vitale ma sempre più scarsa. Prendersene cura al meglio non solo deve essere un obiettivo strategico delle water utility, deve diventare una vera e propria missione.

L’acqua è una risorsa vitale ma sempre più scarsa. Prendersene cura al meglio non solo deve essere un obiettivo strategico delle water utility, deve diventare una vera e propria missione.

Pensi all’acqua e pensi al prodotto sostenibile per definizione. Poi pensi agli acquedotti, alle perdite lungo la rete idrica, agli sprechi, alla sua scarsità e ti rendi conto che c’è ancora molto da fare. Di questa consapevolezza, Gruppo CAP ne ha fatto un manifesto. Prendendo spunto dai temi (e dal nome) della conferenza di Parigi COP21, la water utility milanese ha varato CAP21 un programma di sostenibilità strutturato su 21 punti.

Un programma ambizioso ma concreto che vede lo stanziamento di 600 milioni di euro in 5 anni finalizzati a vincere la sfida dei cambiamenti climatici e a rendere sempre più sostenibile e trasparente il ciclo idrico.

Le milestones del progetto sono chiare e identificabili nelle cosiddette 5R della sostenibilità idrica: riduzione dei consumi; riutilizzo dell’acqua; recupero dei nutrienti; reindirizzo dell’energia; ricostruzione dell’ambiente.

Su queste fondamenta Gruppo CAP ha individuato sette ambiti generali di azione all’interno dei quali ha definito un pacchetto di attività molto puntuali e in grado di generare risultati reali e misurabili. Gli interventi sono estremamente variegati ed evidenziano un approccio alla sostenibilità strategico e sistemico.

Molto importanti saranno gli interventi legati al nuovo piano infrastrutturale degli acquedotti e agli interventi di monitoraggio e telecontrollo delle reti ma allo stesso tempo un occhio di riguardo sarà riservato alla fitodepurazione, alla gestione delle acque parassite e al recupero dei nutrienti (azoto e fosforo) da riutilizzare in un’ottica di economia circolare.

Un approccio sostenibile non può non contemplare anche l’orientamento a una gestione più smart dei consumi. Questa potrà essere ottenuta non solo agendo a livello di comunicazione culturale verso gli utenti finali ma dovrà prevedere dei comportamenti virtuosi anche nella gestione delle reti sia sul versante della riduzione delle perdite sia sul fronte dell’energy saving. Particolarmente significativo su questo fronte l’impegno di Gruppo CAP nella produzione di biogas dai fanghi derivanti dalla depurazione.

Come già evidenziato, il programma è decisamente ambizioso e richiederà, oltre alla conferma della sostenibilità economica, un sforzo innovativo, organizzativo e operativo decisamente importante. Allo stesso tempo sarà fondamentale un engagement reale e una comunicazione costante e bidirezionale con tutti gli stakeholders.

Da questo punto di vista il 2016 sarà l’anno che vedrà la pubblicazione del primo bilancio ambientale del Gruppo CAP. Come recita l’apertura della presentazione del programma “un’azienda come il Gruppo CAP, che della gestione sostenibile dell’acqua ha fatto la propria mission, ha il dovere di essere in prima linea per individuare le soluzioni tecnologiche più innovative ed efficaci per proteggere l’acqua e prendersene cura al meglio”.
L’obiettivo è di altissimo livello, il programma molto ben strutturato, lo stanziamento previsto importante… ci sono tutti i presupposti per fare di CAP21 una best practice a livello internazionale.

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