Unione Europea e auto elettriche: colonnine nelle abitazioni dal 2019

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Per sostenere il passaggio alla mobilità elettrica, l’Unione Europea annuncia un provvedimento che prevede punti di ricarica nel 10% dei parcheggi negli edifici di nuova costruzione e in ogni abitazione che verrà costruita o ristrutturata.

Poca autonomia, poche postazioni di ricarica. Accanto al timore di alcuni automobilisti di perdere in velocità e prestazione, queste sono le attuali, maggiori obiezioni alla scelta dei veicoli elettrici. Per ovviare a tali ostacoli e incentivare la diffusione della mobilità sostenibile a discapito delle auto alimentate da combustibili fossili, l’Unione Europea ha annunciato di voler puntare sul potenziamento delle infrastrutture.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, il provvedimento dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno ed entrare in vigore dal 2019. Due le principali anticipazioni rese note nei giorni scorsi: la prima obbliga ogni abitazione che verrà costruita o ristrutturata a dotarsi di un punto di ricarica per i veicoli elettrici; la seconda, invece, prevede che entro il 2023 almeno il 10% dei parcheggi negli edifici di nuova costruzione sia dotato di apposite colonnine di alimentazione.

Alle soglie dell’entrata in vigore effettiva del trattato sul clima COP21 di Parigi, il prossimo 4 novembre, Bruxelles intende da un lato rispondere all’urgente necessità di ridurre le emissioni di gas serra, di cui il settore dei trasporti è attualmente responsabile per il 25%; dall’altro, mira ad assecondare, incoraggiare e sostenere il boom delle auto elettriche, atteso per i prossimi anni. Apripista in questo senso, almeno a livello europeo, sono Norvegia e Paesi Bassi, che progettano di bandire definitivamente i veicoli diesel entro il 2025.

Ma neppure la transizione verso la mobilità elettrica privata si presenta esente da rischi. Secondo una rapporto redatto da Magda Jozwicka, ricercatrice del Climate Change Mitigation all’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA), nel breve termine e  considerato l’odierno mix energetico dell’Unione Europea, il boom di EV necessiterebbe di un aumento di produzione di energia elettrica che quintuplicherebbe le attuali emissioni di SO₂ (biossido di zolfo) entro il 2050.

Considerando che l’identikit del pacchetto energetico europeo incorpora, ad oggi, ancora un buon numero di centrali a carbone, l’unica alternativa percorribile e realmente efficace in termini di contenimento delle emissioni non può ridursi a un singolo compartimento stagno. Affinché la transizione al trasporto elettrico ottenga i risultati sperati, occorre accompagnarlo con una strategia di supporto alle rinnovabili ad ampio raggio, e non più procrastinabile.

 

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