Legno, mattone del futuro: il volto delle nuove città

I centri urbani di domani avranno un nuovo volto, secondo una ricerca: il legno sarà il protagonista dell’edilizia nazionale e internazionale del futuro.

Resistente, isolante e sostenibile: il legno è uno dei materiali ottimali per l’edilizia e il trend del momento sembra confermarlo.
Secondo il parere degli esperti, l’Europa sarà presto teatro del maggior numero di grattacieli in legno più alti del globo.

Anche l’Italia fa la sua parte in questa rivoluzione: questo mercato, in crescita costante, vale già oltre 700 milioni di euro. Ti basti pensare che, nel 2015, una casa nuova su 14 era in legno.

Questi dati sono contenuti nel 2°Rapporto Case ed Edifici in legno 2015, pubblicato recentemente dal Centro Studi FederlegnoArredo Eventi, dai quali emerge che l’Italia rappresenta il quarto player in Europa tra i produttori di costruzioni in legno.

Le previsioni di questo rapporto sono confermate anche dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat, che afferma che nei prossimi anni l’Europa ospiterà il maggior numero di grattacieli in legno più alti del mondo.

“Solo negli ultimi decenni l’innovazione tecnologica ha individuato nuovi orizzonti per il legno strutturale – spiega Sebastiano Cerullo, Segretario Generale di Conlegno – Ma affinché il tema dell’architettura ecosostenibile non sia solo una tendenza passeggera è necessario sviluppare una vera e propria cultura del legno, investendo nella formazione e adottando certificazioni per un corretto impiego del materiale, nel rispetto della normativa vigente. Per questo motivo il Consorzio si impegna da un lato a preservare il patrimonio forestale, dall’altro a incentivare una visione del mondo in cui la sostenibilità sia al centro di ogni futuro progetto e di ogni costruzione al passo coi tempi”.

I vantaggi dell’impiego del legno in campo edile sono davvero moltissimi: è un materiale resistente ma flessibile, 100% sostenibile e ottimo come isolante termico.

Sulla base di queste premesse, è facile capire perché la richiesta di abitare e lavorare in strutture in legno è destinata a crescere esponenzialmente in un prossimo futuro.
Il rischio sismico, l’attenzione verso l’ecologia e i benefici psicofisici legati alla materia hanno portato ad un progressivo desiderio di naturalizzare gli ambienti pubblici e privati.

Chiaramente, questa percezione è stata già avvalorata da ricerche scientifiche. Ad esempio, il fisico dell’Università di Harvard Eva Selhub, co-autore di “Your Brain on Nature”, ha dichiarato sul sito australiano News.com.au: “La natura stimola il sistema cerebrale di ricompensa riducendo lo stress e di conseguenza i livelli di cortisolo, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, con una risposta migliore del sistema immunitario”.

Non solo: secondo uno studio condotto dagli scienziati dell’University of British Columbia emerge il fenomeno “Healthy homes”: le persone coinvolte hanno dimostrato di preferire stanze contenenti dettagli in legno in quanto tali habitat inducono stati emozionali legati a calore, relax, comfort, natura e accoglienza.

Queste caratteristiche generano, dunque, grandi benefici dal punto di vista lavorativo: chi lavora in ambienti realizzati in legno soffre meno lo stress ed è più felice.

Per Massimo Fragiacomo, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale dell’Università dell’Aquila “La bellezza del materiale, l’ottima resistenza al sisma, la prefabbricazione con controllo di qualità e rapidità d’esecuzione e la sostenibilità del materiale sono fattori fondamentali che hanno portato il legno ad un livello di utilizzo importante nel Paese. In futuro possiamo aspettarci un impiego sempre maggiore del materiale a livello di edifici espositivi e sportivi ma anche per edifici multipiano con destinazione residenziale e commerciale”.

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