La nuova Proposta di Legge per le Smart City

La nuova Proposta di Legge per le Smart City

Con una proposta di legge si vuole accelerare il percorso delle città italiane nel diventare sempre più intelligenti e interconnesse. L’innovazione parte dalla collaborazione: studenti e politica hanno immaginato insieme lo sviluppo futuro delle smart city.

Lo sviluppo tecnologico e l’innovazione hanno un ruolo cardine nella pianificazione territoriale e nel governo delle zone urbane e di area vasta: queste le teorie alla base della nuova proposta di legge sulle smart city presentata a febbraio allaCommissione Affari Istituzionali, che intende rendere le città italiane pìù efficienti, sostenibili e smart, grazie a processi di erogazione dei servizi efficaci, modulati sulle caratteristiche specifiche dei territori e dei desiderata dei cittadini che li abitano.

La proposta di Legge, supportata da numerosi deputati, guidati dall’onorevole Silvia Fregolent è frutto del lavoro di “Cultura Democratica”, think thank del PD, che ha dato vita con all’Innovation Tour: una serie di workshop che coinvolgono gli studenti e i dottorandi delle Università italiane nella stesura di Proposte di Legge, portando così giovani e esponenti del mondo politico a lavorare insieme ed a confrontarsi. “Abbiamo coinvolto gli studenti in questo progetto perché ci è sembrata la cosa migliore da fare per immaginare il processo di transizione verso un futuro più smart per le città italiane – ha dichiarato l’on. Silvia Fregolent durante una conferenza stampa. – Attualmente, sempre più comuni investono nello sviluppo di tecnologie e nell’innovazione, tuttavia manca un elemento di coordinamento che permetta di convogliare quelli che rischiano di diventare interventi spot. Per incidere davvero sul piano nazionale, abbiamo creato questa proposta di legge, con l’intento di portare le nostre città ad essere in prima fila a livello europeo nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico e soprattutto per superare il gap nord- centro- sud, che, al momento rimane un dato di fatto”.

Razionalizzazione, sperimentazione, e networking, attraverso consorzi e collaborazioni tra realtà produttive, enti locali, imprese di servizi e Università: tutto questo rappresenta la vision alla base di questo documento. Di particolare interesse la definizione di smart city come spazi fisici e sociali, dove sviluppare concrete soluzioni a specifiche questioni pubbliche, mettendo in rete le competenze che si sviluppano grazie alle Università, viste come fulcro di innovazione sperimentale.
Per tradurre in pratica questi concetti e dar vita a percorsi precisi e strutturati condivisi a livello nazionale, nella proposta di legge si indica la necessità di avere un’unità nazionale per lo sviluppo delle smart city, gruppo operativo che possa affiancare gli enti locali nel gestire il flusso di investimenti e nel definire i settori chiave di intervento. Questo strumento digovernance è pensato per dare supporto alle iniziative di già esistenti quali l’Agenda Nazionale Digitale e la piattaforma dell’Anci, Italian Smart City.

In bilico tra crisi e percorsi di crescita sostenibile, nelle città la riqualificazione urbanistica deve necessariamente passare dall’ innovazione, con meno burocrazia e maggiore confronto con gli stakeholder e i cittadini: è tempo che la politica si faccia davvero portatrice di cambiamento, offrendo alla società misure e strumenti adatti. Mobilità sostenibile, energie rinnovabili, verde pubblico e inclusione sociale sono senz’altro i settori in cui investire, il momento giusto è adesso.

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