Isole 100% rinnovabili: è boom, ma non in Italia

pale eoliche

Il rapporto di Legambiente “Isole 100% rinnovabili” rivela come in tutto il mondo le isole in cui l’approvvigionamento energetico deriva in toto da fonti rinnovabili sono in continuo aumento. L’Italia, purtroppo, è per ora un’illustre assente.

 

Isole, mondi a se stanti capaci di scatenare istantaneamente le fantasie vacanziere dei più. Sistemi più o meno piccoli, ma comunque limitati, che possono diventare terreni fertili per testare modelli virtuosi da seguire e replicare, in un secondo tempo, su larga scala. Nel dossier Isole 100% rinnovabili, Legambiente rivela come nel mondo siano sempre di più le isole che decidono di optare per un approvvigionamento energetico interamente da fonti rinnovabili.

Sono venti in tutto le isole descritte all’interno del documento: dalla piccola Tokelau (Nuova Zelanda) che, grazie al fotovoltaico, si è già resa energeticamente indipendente, alle Hawai che mirano ad arrivare alle zero emissioni entro il 2045 sfruttando una riserva inesauribile di sole, vento ed energia marina. Particolare attenzione merita l’isola di El Hierro (Canarie), detentrice del primato mondiale per aver raggiunto per prima l’autosufficienza energetica grazie alle rinnovabili: dal giugno 2014 i suoi 10.160 abitanti usufruiscono, per la produzione di energia elettrica, di un sistema combinato di impianti idroelettrici e di impianti eolici.

E l’Italia? Al momento, il Belpaese purtroppo non è pervenuto, facendo registrare una enorme e deplorevole mancanza a dispetto di grandi potenzialità e risorse. “La beffa –spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente dell’associazione– è che nelle isole minori italiane si ha una penetrazione inferiore delle rinnovabili a fronte di grandi potenzialità. Oggi i fabbisogni di energia elettrica sono garantiti da vecchie e inquinanti centrali a gasolio. E proprio le difficoltà di approvvigionamento determinano un costo più alto dell’energia elettrica prodotta sulle isole rispetto al Continente e, dunque, alle società elettriche è garantito un conguaglio, prelevato dalle bollette di tutte le famiglie italiane, che complessivamente è pari a 70 Milioni di Euro ogni anno”.

Eppure, secondo lo stesso Legambiente, l’antidoto esiste e dovrà necessariamente passare per una triplice via: lo stop a qualsiasi nuova realizzazione o ampliamento di centrali da fonti fossili; l’approvazione immediata del Decreto, fermo al Ministero dello sviluppo economico, che prevede di riconoscere la stessa tariffa destinata attualmente alle società che gestiscono l’energia elettrica sulle isole anche a chi produce o autoproduce energia da rinnovabili; l’approvazione di un Piano per arrivare al 100% di energia da fonti rinnovabili in ogni isola, coordinato dal Ministero dell’ambiente e che veda il coinvolgimento degli Enti Locali.

“Per Legambiente – conclude Zanchini –è arrivato il momento di realizzare nelle isole minori italiane un cambiamento energetico che permetta, alle famiglie e alle attività presenti sull’isola, di prodursi l’energia di cui hanno bisogno attraverso un modello distribuito di impianti rinnovabili ed efficienti, integrati con Smart Grid e sistemi di accumulo in modo da ridurre consumi, emissioni e sprechi ed avvicinando la domanda di energia alla sua produzione più efficiente, sia per i consumi invernali che nei picchi estivi dovuti alla presenza dei turisti”. Una strategia, insomma, che faciliti una transizione non solo auspicabile, ma necessaria a raggiungere in un futuro quanto più possibile prossimo gli ambiziosi obiettivi nazionali e internazionali di contenimento delle emissioni.

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