In preparazione dell’estate, record per le rinnovabili a maggio

Record storico per le FER. La settimana da lunedì 12 a domenica 18 maggio il 55,1% dell’energia venduta sulla Borsa elettrica è stata prodotta da fonti rinnovabili. E il Cnr avverte: anche il gas consuma troppo.

Record storico per le FER. La settimana da lunedì 12 a domenica 18 maggio il 55,1% dell’energia venduta sulla Borsa elettrica è stata prodotta da fonti rinnovabili. E il Cnr avverte: anche il gas consuma troppo.

Le fonti pulite in Italia segnano un nuovo record storico. Dalla Borsa elettrica, che canalizza la maggior parte dell’energia venduta e consumata nel nostro Paese, l’energia “verde” ha infatti raggiunto il 55,1% del totale nella settimana dal 12 al 18 maggio scorso.

Si tratta di un’ottima notizia per il risparmio energetico italiano, rafforzata dalla continua crescita del trend che fa la prospettare ulteriori record per l’estate.

Nonostante la riduzione progressiva degli incentivi per risparmio energetico ed il rallentamento dei nuovi impianti ad energia verde, il consumo di energia rinnovabile è sempre più elevato. Nella settimana del record di 55,1%, le fonti rinnovabili hanno infatti generato 2,5 TWh elettrici dei 4,54 TWh venduti in totale.

Questo è dovuta innanzitutto da un ulteriore calo (-4,1%) dell’energia prodotta da fonti fossili (1,95 TWh prodotti): a calare sono stati soprattutto il carbone (-12,3% con 0,39TWh) ed il gas sceso addirittura del 23,2% (prodotti poco più di 1TWh) peggiorando i problemi di sussistenza economica ed industriale delle centrali termoelettriche tradizionali.

Nel frattempo fotovoltaico ed eolico i sono attestati rispettivamente al 17,5% (quasi 0,8TWh) e all’8,6% (0,39 TWh). Positivo anche l’idroelettrico cresciuto dell’1,6% arrivando a 1,2 TWh prodotti.

A tranquillizzare è che questa crescita delle energie rinnovabili non ha prodotto alcun riflesso negativo sui prezzi finali dell’energia. I prezzi, infatti, nonostante i timori di molti, non sono aumentati (PUN stabile sui 46 euro a megawattora), a favore di una diversa distribuzione delle fasce orarie dei consumi. Se prima i prezzi finali formati dalla Borsa erano più alti di giorno (quando era maggiore la richiesta) e più bassi di sera e nei giorni festivi, adesso invece accade il contario proprio perchè la massima produzione delle FER è durante le ore diurne.

Purtroppo c’è una seconda novità, questa volta negativa. A lanciare il warning sono gli esperti del Cnr: il metano, di cui gli italiani fanno un uso preponderante, emette più CO2 di quanto si pensasse. Francesco Meneguzzo e Mario Pagliaro, due ricercatori del Cnr, infatti, hanno commentato i risultati diffusi da due pubblicazioni scientifiche, Energy Science & Engineering e Nature. Ebbene il 44% dell’effetto serra aggiunto quello naturale dalla prima rivoluzione industriale ad oggi è dovuto direttamente al gas metano che ha un effetto serra 25 volte più potente dell’anidride carbonica, anche se il tempo medio di permanenza non in atmosfera non supera i 30 anni. E solo limitandone fortemente l’uso sarà possibile rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni dannose per il clima prefissate dal nostro Paese e soprattutto dall’Unione Europea che ha distribuito ai singoli stati gli impegni del patto di Kyoto.

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