Generatori a biomasse: cala l’ ecobonus e si accende il dibattito

Ecobonus 2018, la detrazione per le spese sostenute per generatori a biomasse cala dal 65% al 50%. Pronta la reazione di AIEL e FREE, che si oppongono invocando, piuttosto, un turnover tecnologico mirato all’efficienza e sottolineando le responsabilità del settore del gas e del gpl.

Dal 65% al 50%. Secondo la bozza della manovra 2018, approvata dall’esecutivo lo scorso 16 ottobre, la detrazione per le spese sostenute dal prossimo 1 gennaio per l’acquisto e la posa in opera di climatizzatori invernali con generatori alimentati da biomasse combustibili si abbassa del 15%. “Risulta particolarmente importante” si legge nella relazione tecnica “modulare la percentuale di detrazione in relazione al risparmio atteso, considerando l’intera vita tecnica dell’intervento, al fine di premiare gli interventi più efficienti orientando il meccanismo verso interventi radicali sull’edificio (deep renovation) con miglior rapporto costo-efficacia”.

A dispetto della spiegazione, tuttavia, si innescano le reazioni dei portatori di interesse nel campo delle biomasse. “Escludere i generatori a biomassa dall’ecobonus significherebbe interrompere lo sviluppo del settore della termica da biomasse andando contro gli orientamenti della Strategia Energetica Nazionale” si legge in una nota di AIEL, l’Associazione Italiana Energie Agroforestali che rappresenta oltre 500 imprese della filiera legno-energia, e del Coordinamento FREE delle associazioni delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. AIEL e FREE si oppongono, dunque, all’esclusione dall’ecobonus di stufe e caldaie a legna, pellet e biomasse varie, accusando il Governo di assecondare le richieste dei rappresentanti del settore del gas e del GPL.

“L’iniziativa dei rappresentanti del settore del gas e del GPL è se non altro singolare” sottolinea Domenico Brugnoni, presidente di AIEL. “In genere ci si rivolge ai Ministri per avanzare proposte e richieste di sostegno a favore del proprio comparto, ma è quanto meno strano chiedere di penalizzare un altro settore con lo scopo evidente di avvantaggiare il proprio. Le argomentazioni adottate per proporre di eliminare degli incentivi previsti per le fonti rinnovabili sono oggettivamente forzate”.

A complicare il tutto c’è la questione, non trascurabile, delle emissioni di polveri sottili PM 2,5 attribuibili (e attribuite) ai generatori alimentati a biomasse. Per quanto le biomasse rappresentino una fonte di per sé rispettosa dell’ambiente, perché durante il processo di combustione emettono nell’atmosfera una quantità di Co2 pari a quella assorbita durante il processo di crescita, c’è un rovescio della medaglia. Secondo dati ISPRA-ISTAT, la quasi totalità delle emissioni primarie di PM2,5 nel residenziale sono dovute alla combustione di biomasse, nello specifico legna e pellet.

“Anziché eliminare le detrazioni fiscali” continua Brugnoni “sarebbe opportuno orientarle verso un processo di turnover tecnologico che è già in atto e che ha permesso di raggiungere risultati significativi, come dimostrano i recenti dati ufficiali presentati da Arpa Lombardia”. Secondo tali dati proprio in questa regione, nell’arco di 5 anni, le emissioni di polveri attribuibili al settore delle biomasse è stato ridotto del 30% grazie alla sostituzione degli apparecchi obsoleti con nuovi generatori a legna e pellet. Il che equivale a dire che gli impianti domestici a biomasse non sono tutti uguali, e che un’opportuna regolamentazione della qualità di combustibili, installazione, manutenzione e condotti può dare un contributo decisivo. Scegliere prodotti certificati, di conseguenza, può fare la differenza.

“Riteniamo che un valido strumento a supporto di questa strategia possa essere una campagna di informazione nazionale che diffonda le buone pratiche per un’efficiente conduzione di stufe e caldaie da parte dei consumatori” conclude Brugnoni.

Secondo dati statistici GSE del 2015, l’energia termica da biomasse solide rappresenta oltre un terzo di tutta l’energia rinnovabile prodotta in Italia, pari a 7,26 Mtep. Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, d’altra parte, è opportuno ricordare che le fonti fossili producono circa 10 volte più CO2 rispetto ai combustibili legnosi. Sul piatto della bilancia delle emissioni, in ottica di lotta al riscaldamento globale, la differenza pesa non poco.

Tuttavia, proprio perché non esenti -a loro volta- da colpe, le biomasse non cessano di far parlare di sé. E l’ecobonus 2018 rappresenta un’ulteriore occasione di dibattito.

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