Miniere urbane e industriali: l’economia circolare vale oro

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In un’ottica di economia circolare, i rifiuti urbani e industriali si trasformano in vere e proprie miniere, capaci di fornire risorse preziose per industrie e società. A queste nuove commodities è dedicata la mostra ExNovoMaterials, in programma a Ecomondo dal prossimo 8 novembre.

Attenzione a chiamarli rifiuti. Con l’avvento e la diffusione dell’economia circolare, oggi alcuni materiali tradizionalmente considerati scarti possono assumere caratteristiche tali da rappresentare un prezioso bacino di approvvigionamento per le industrie.

Si tratta di nuove commodities che, trasformandosi a pieno titolo in miniere urbane ed industriali, possono competere con le risorse tradizionali per fornire materie prime ad alta prestazione e continuità d’uso garantita.

Il concetto di urban mining sottende, in particolare, la possibilità di ottenere risorse utilizzando i rifiuti urbani, come ciclo di recupero e reimpiego di materiali molto richiesti, ma difficilissimi da reperire. Pensiamo, ad esempio, ai RAEE: i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche contengono una grande varietà di materie organiche e inorganiche, tra cui fino al  al 61% in metalli (alcuni molto preziosi, come rame, oro, argento e palladio), le cosiddette “terre rare” (di grande valore e di difficile, impattante estrazione) e al 21% in plastiche di tipo differente. Se alla valutazione si aggiunge la quantità sempre crescente di congegni tecnologici che entrano a far parte della nostra quotidianità, nonché l’ “invecchiamento precoce” cui sono soggetti, la conclusione è una sola: discariche ed ecocentri contengono veri e propri tesori che non possiamo permetterci di sprecare.

Recuperandoli infatti, oltre a un notevole risparmio di denaro e al vantaggio di guadagnare indipendenza da mercati spesso soggetti a monopolio, si ottengono risultati ambientali tutt’altro che trascurabili: dalla conservazione delle risorse naturali (materie prime, acqua ed energia), alla riduzione della quantità e tossicità delle emissioni, a una maggiore efficienza nella riduzione e nel trattamento dei rifiuti.

Proprio a questi presupposti è dedicata la mostra ExNovoMaterials, in esposizione alla fiera di Rimini di Ecomondo a partire dal prossimo 8 novembre. La ventesima edizione dell’evento è dedicata, appunto, alla circular economy in tutte le sue forme e declinazioni.

Per presentare al pubblico i vantaggi del recupero dei rifiuti urbani e industriali, la mostra sceglie di accompagnare il visitatore con contributi visivi e digitali in un viaggio che ha inizio nel presente e continua in un futuro prossimo in grado di sviluppare le attuali potenzialità dei materiali. Tre, nello specifico, le tappe dell’itinerario proposto. Si parte dalla rappresentazione della “macchina” che oggi genera nuovi materiali per l’industria, dove ciascuna materia si racconta per ciò che è e che potrà essere: Carta, Alluminio, Legno, Vetro, Plastica, Acciaio, Olio minerale, Gomma, Compost e Bioplastica. Si prosegue, poi, con gli esempi della realtà economica che già oggi cresce grazie a questi nuovi protagonisti. Si giunge infine allo Spazio della Sperimentazione, dove si riuniscono alcune esperienze che esplorano i trend del futuro.

Un futuro in linea con le aspettative che l’economia circolare è stata in grado di creare nella transizione verso un nuovo modello di sviluppo.

 

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