L’Italia del Riciclo 2016: a che punto siamo?

shutterstock_45465880A Roma è stato presentato “L’Italia del Riciclo”, un rapporto promosso dalle Associazioni FISE Unire e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Il rapporto si propone di analizzare la situazione italiana sul riciclo dei rifiuti contestualizzandola in un quadro più ampio, costruito sulla base di un’analisi delle tendenze europee e internazionali. Il focus del rapporto 2016 risiede proprio nelle quantità di rifiuti trasformate in Materie Prime Seconde in Italia, per comprendere come e in che misura il riciclo va a coprire il fabbisogno di risorse del sistema produttivo.

 

L’Italia del Riciclo fa il punto a un anno dall’emanazione del Pacchetto sull’economia circolare, provvedimento della Commissione Europea che prevede il passaggio del Vecchio Continente a un’economia circolare capace di valorizzare al massimo le risorse produttive, attraverso il riciclo e il risparmio energetico. Tale Pacchetto, ricordiamo, fissa ambiziosi obiettivi comunitari in merito al riciclo dei rifiuti: la percentuale di rifiuti urbani riciclati entro il 2030 dovrà ammontare al 65%, mentre per i rifiuti di imballaggio la percentuale dovrà essere pari al 75%. A che punto siamo nel nostro Paese? L’Italia del Riciclo si concentra su cinque tipologie di materiale, che coincidono con le categorie merceologiche più presenti nella filiera di gestione dei rifiuti: carta, vetro, plastica, organico e legno.

 

Nel 2015 la percentuale di riciclo degli imballaggi è cresciuta complessivamente di circa il 5%, generando una spirale positiva che ha portato, nel corso dell’anno, al recupero di un buon quantitativo di materiale: 8,2 milioni di tonnellate, contro le 7,8 del 2014 e le 7,6 del 2013.

In generale, quasi tutte le filiere presentano indici di crescita, ad eccezione dell’alluminio, che vede diminuire le tonnellate avviate al riciclo di un punto percentuale. Nel dettaglio:

  • Gli imballaggi in carta e cartone immessi al consumo crescono del 3,7% rispetto al 2014. La quota avviata al riciclo ammonta all’80% dell’immesso al consumo;
  • Gli imballaggi in vetro nel 2015 hanno registrato un incremento dell’immesso al consumo del 2%. La percentuale di questi avviati al riciclo è superiore del 3% rispetto all’anno precedente e la quota percentuale di avvio al riciclo rispetto all’immesso al consumo è pari al 71% (+ 1% rispetto al 2014);
  • La filiera della plastica ha registrato un incremento dell’immesso al consumo del 2% nel 2015. La percentuale di imballaggi avviati al riciclo ammonta al 41% dell’immesso al consumo (+10% rispetto al 2014);
  • La filiera del legno ha incrementato dell’1% la quantità di imballaggi immessi al consumo rispetto al 2014. In relazione a questi, la percentuale di avviati al riciclo è aumentata del 5% ed è pari al 61% dell’immesso al consumo;
  • La raccolta dell’organico, che rappresenta la porzione principale di rifiuti urbani avviati al recupero, è aumentata del 34% tra il 2011 e il 2015 e del 5,5% rispetto al 2014.

 

Alla luce di questo quadro, sebbene l’Italia abbia compiuto passi in avanti nell’ambito del riciclo, il Presidente di UNIRE Andrea Fluttero ha dichiarato che “una vera circolarità delle risorse non è stata ancora pienamente realizzata”. Tra gli elementi che concorrono al raggiungimento di questo obiettivo figurano, secondo Fluttero, “le regole, che devono essere certe, chiare e stabili nel tempo, la semplificazione complessiva del settore, la migliore definizione del sistema consortile, che deve diventare sempre più sussidiario al mercato, il problema delle esportazioni e la necessità di sviluppare ricerca ed innovazione tecnologica”.

Puntare sul riciclo e sulle fonti energetiche alternative è di vitale importanza per l’economia circolare perché, come ha ribadito il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchil’uso efficiente dell’energia e dei materiali sono ormai indispensabili fattori non solo di qualità ambientale, ma di competitività economica. Occorre quindi produrre sempre meno scarti e meno rifiuti e riciclare il massimo possibile”.

Solo in questo modo possiamo ambire ad una maggiore ricchezza economica e a un futuro che strizza l’occhio alla sostenibilità ambientale, valorizzando al massimo le risorse ed impiegandole strategicamente in una filiera del riciclo avanguardistica e competitiva a livello internazionale.

 

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