Edifici ecosostenibili: in Danimarca un inceneritore diventa attrazione sportiva

termoL’Amager Bakke di Copenaghen sarà un termovalorizzatore unico al mondo: oltre a bruciare 400mila tonnellate di rifiuti, la struttura sarà attrezzata con piste da sci, trekking e climbing.

 

Il progetto, curato dallo studio danese BIG – Bjarke Ingels Group, ha come obiettivo quello di mixare natura e città attraverso l’ottimizzazione delle risorse energetiche e il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Infatti, grazie all’azione dell’Amager Resource Center, sarà possibile trattare circa 430 mila tonnellate di spazzatura l’anno per servire oltre 140 mila famiglie, che avranno a disposizione energia elettrica ed acqua calda ottenute sfruttando tecnologie mirate e all’avanguardia. Questo importante aspetto ambientale convive con il lato ludico della struttura, che vanta l’installazione di 500 metri di piste da sci e snowboard sul tetto, nonché l’allestimento di una parete di 80 metri dedicata al climbing. Ma non finisce qui: saranno allestiti anche dei sentieri per il trekking, una pista per le mountain bike e delle aree adibite a foreste urbane.

“Un impianto di smaltimento dei rifiuti che diventa anche pista da sci è il migliore esempio di una città e di un edificio sostenibile allo stesso tempo dal punto di vista ecologico, economico e sociale”, ha commentato Ingels, l’architetto responsabile del progetto.

Grazie alle tecnologie di Amager Bakke sarà possibile ricavare circa il 25% di energia in più dai rifiuti, le emissioni di Nox saranno significativamente ridotte e la CO2 nell’aria diminuirà di circa 100.000 tonnellate.

La Danimarca è certamente un modello virtuoso dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del riciclo. Il piano di sviluppo ambientale varato dalle Istituzioni danesi pone ambiziosi obiettivi: entro il 2050, il Paese dovrà soddisfare il 100% del fabbisogno energetico dei suoi abitanti sfruttando le rinnovabili e installando tecnologie intelligenti che, sulla base di algoritmi, saranno in grado di distribuire l’energia al bisogno controllando gli sprechi e modulando la produzione.

Ad oggi gli impianti di teleriscaldamento coprono più del 60% della produzione e oltre l’80% del calore è ottenuto da centrali di cogenerazione. In aggiunta, un buon 25% del fabbisogno complessivo è ottenuto dallo sfruttamento dell’eolico. Un ottimo bilancio, dunque, che accorcia le distanze nel raggiungere l’obiettivo intermedio: entro il 2020, il Paese prevede di ricavare il 50% dell’energia dall’eolico e il 35% da fonti rinnovabili.

Il progetto Amager Bakke è l’esempio di come il riciclo dei rifiuti possa diventare un’inesauribile risorsa, sia dal punto di vista energetico, sia dal punto di vista sociale. Un modello da esportare e replicare per contribuire a migliorare l’ambiente e a tutelare il clima per le generazioni future.

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