Fotovoltaico in grid parity: un progetto possibile in Italia

Lo sviluppo del fotovoltaico in grid parity è stato l’oggetto del workshop organizzato da ANIE Rinnovabili e tenutosi lo scorso 19 settembre nel Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, con la regia di Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys.

Lo scenario del fotovoltaico in Italia è in fermento e gli investimenti nel settore iniziano ad essere sempre più interessanti pur mettendo a dura prova le fonti energetiche tradizionali, che fino ad oggi hanno beneficiato della maggior parte di sgravi e misure di supporto pubbliche.

Si arriva dunque a parlare di grid parity, inteso come il momento in cui il costo di un sistema da fonti rinnovabili è completamente competitivo e conveniente come lo sfruttamento di un’altra fonte di energia, una sorta di parità -di costo- tra energia da combustibili fossili e da fonti rinnovabili.

È stato questo il focus del workshop organizzato da ANIE che si è dimostrato essere un’occasione di dibattito multidisciplinare per gli stakeholder del settore durante il quale è stato presentato il caso concreto di un impianto di grande taglia attivato in grid parity: il parco fotovoltaico di Montalto di Castro (Viterbo) realizzato dal fondo di investimento Octopus, una struttura costituita da 5 impianti fotovoltaici, con una potenza totale di 64 MW.

A tal proposito è intervenuto Giuseppe La Loggia – Senior Advisor Octopus, che ha illustrato i fattori chiave che hanno influenzato favorevolmente la decisione di investimento italiano.

Sul fronte grid parity sta lavorando anche il fondo Foresight che ha portato avanti dei progetti in Spagna e Portogallo.  Secondo Dorofikis Diomidis, direttore di Foresight Italia, tra i tanti elementi chiave da valutare in questo contesto ci sono il costo dell’energia, ma anche la propensione al rischio dell’investitore e l’andamento del LCOE – Levelized Cost of Energy.

Il fondo nel nostro Paese è attualmente presente soprattutto sul mercato secondario su impianti che sono incentivati. Diomidis ha precisato che in Italia ci sono ottimi livelli di irraggiamento e i costi di sistema e di installazione sono molto competitivi, ma allo stesso tempo bisogna considerare il fatto che c’è stata in passato una forte crescita del fotovoltaico incentivato.

Durante il workshop anche il mondo bancario ha sollevato la criticità legata al prezzo di vendita dell’energia elettrica. Per questo motivo al momento non sono in programma finanziamenti per progetti di fotovoltaico in grid parity. In ogni caso Unicredit conta ancora di investire nel settore data la serietà, la solidità e le soluzioni offerte dalla filiera ed in particolare dai costruttori di tecnologie. Secondo Mediocredito Italiano lo sviluppo del FV in grid parity non può prescindere dalla suddivisione delle assunzioni di rischio da parte dei diversi attori: finanziatori, produttori, consumatori, mercato.

In generale dal dibattito è emerso che, anche se attualmente gli investimenti in grid parity nel fotovoltaico non sono largamente diffusi, ci sono dei buoni presupposti su cui lavorare. Una possibile soluzione per sviluppare impianti fotovoltaici in grid parity c’è e i relatori l’hanno colta nel contratto CPPA -Corporate Power Purchase Agreements- che aggrega la domanda elettrica di soggetti diversi per acquistare energia rinnovabile con un unico contratto di lungo termine.

A chiudere i lavori della mattinata il presidente di Anie Rinnovabili Alberto Pinori che, nel tracciare il bilancio del convegno, ha sottolineato, tra i vari temi, come il settore delle energie rinnovabili costituisca un comparto in fermento in grado di fornire sempre nuovi stimoli: dagli obiettivi di grid parity a quelli di market parity e ai nuovi orizzonti delineati dalla Strategia Energetica Nazionale.

“Tutti gli attori del settore condividono che gli investimenti nel FV non incentivato in Italia sono possibili molto dipenderà dalla propensione al rischio del soggetto investitore e dalle condizioni al contorno. La presenza di stabilità normativa, di corretta progettazione, di un nuovo business model e di adeguati strumenti di mercato che forniscono segnali di prezzo sul medio e lungo periodo consentono di suddividere e mitigare l’esposizione al rischio di tali investimenti e saranno elementi essenziali per lo sviluppo in grid parity”.

Alberto Pinori, presidente Anie Rinnovabili

Gli scenari presentati durante il workshop hanno delineato il cammino di un comparto innovativo in cui mondo finanziario, tecnologico e industriale si mettono a confronto, al servizio di sviluppo e sostenibilità.

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