Waste Management: intervista a David Newman, presidente ISWA

Un aggiornamento sulla gestione rifiuti a livello globale e nazionale a pochi giorni dalla pubblicazione del “Global Waste Management Outlook”.

Un aggiornamento sulla gestione rifiuti a livello globale e nazionale a pochi giorni dalla pubblicazione del “Global Waste Management Outlook”.

Dal 7 al 9 Settembre 2015, all’ISWA World Congress 2015 ad Anversa, è stato ufficialmente rilasciato il report “Global Waste Management Outlook”, ottenuto dalla collaborazione tra ISWA e UNEP (United Nations Environment Programme), la cui mission è incoraggiare la cura dell’ambiente ispirando, informando e facendo in modo che le nazioni e le popolazioni siano in grado di migliorare la loro qualità della vita senza compromettere le generazioni future. Abbiamo intervistato David Newman, presidente ISWA (International Solid Waste Association) sullo stato dell’arte del waste management.

Secondo la sua opinione, qual è ad oggi la situazione mondiale nel management dello smaltimento rifiuti a livello mondiale?
Attualmente, vi sono enormi problemi legati alle nazioni in via di sviluppo, come l’India o il continente Africano. A causa dei pochi finanziamenti ricevuti per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e della pratica dell’environmental dumping, si hanno infatti conseguenze sia sulla salute pubblica – con l’incremento di malattie quali malaria, colera e altre tipologie d’infezioni – sia sull‘ambiente, con emissioni inquinanti dannose che vanno a colpire aria, acque sotterranee e suolo. Vi sono ulteriori variabili che possono aggravare la situazione, quali: la posizione dei Paesi, le condizioni geologiche e idrogeologiche, il clima nazionale, la quantità di rifiuti emessi e l’area soggetta a inquinamento.

E per quanto riguarda la situazione italiana, qual è il suo punto di vista?
In Italia si può riscontrare uno scenario di luci ed ombre, con un enorme divario tra Nord e Sud. Il Sud è caratterizzato da pochi (se non nulli) investimenti per risolvere questa situazione e dalle purtroppo ben note infiltrazioni criminali. Si pensi alla situazione della Terra dei Fuochi in Campania, dove si è reso palese il costo dell’emergenza rifiuti, in termini di perdita di entrate agricole, culturali o turistiche e di incremento delle spese sanitarie per la cura di malattie respiratorie e tumorali. Al Nord, invece, si possono trovare esempi di eccellenza, come Lombardia, Piemonte, Liguria, Trentino e Valle d’Aosta.

Quali sono le principali innovazioni sul fronte legale e di mercato nel waste management?
La sensibilizzazione dei cittadini sullo smaltimento rifiuti ha una forte rilevanza anche dal punto di vista politico. Un esempio di questo tipo sono le disposizioni messe in atto dall’Unione Europea per favorire e stimolare la green economy, la circular economy e la diffusione di innovazioni per migliorare la sostenibilità (innovation for sustainability).
Con la circular economy – modello di economia che contempla un continuo riutilizzo delle risorse senza creare scarti – verrebbero generate minori quantità di rifiuti, riducendo sensibilmente i costi di smaltimento, i rischi per salute pubblica e ambiente, con una minore dipendenza dai mercati globali.
Le nazioni dell’Unione Europea sono ai primi posti a livello mondiale per quanto riguarda il compostaggio e l’applicazione dei principi di economia circolare. Ad esempio, fanno parte della European Compost Network (ECN): Austria, Belgio, Germania, Italia, Norvegia, Regno Unito, Svezia, Danimarca e Francia.

Ci dia un suo personale parere su ISWA.
È un’associazione degna di lode: dà il massimo per poter aiutare e sostenere i Paesi del Terzo mondo nella problematica dello smaltimento rifiuti, puntando sempre a raggiungere un importante obiettivo finale, ovvero una Terra senza rifiuti tossici. I membri Nazionali di ISWA sono associazioni non-profit di smaltimento rifiuti, che rappresentano l’industria del management dei rifiuti in ogni nazione. É composta da volontari animati da grande altruismo e consapevolezza, caratteristiche essenziali per poter cambiare le cose.

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