Mozziconi di sigaretta: vietato gettarli a terra, sono rifiuti tossici

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I danni per la salute e per l’ambiente legati ai mozziconi di sigarette sono dimostrati. Eppure ogni anno in Italia vengono immesse nell’ambiente circa 51 miliardi di cicche, rifiuti da fumo che hanno tempi lunghissimi di biodegradabilità. Il progetto Cigaway si propone di contrastare il problema sul territorio abruzzese.

324 tonnellate di nicotina, 21,6 tonnellate di gas tossici, 1440 tonnellate di catrame e condensato. Sono alcuni degli inquietanti numeri legati ai veleni dei rifiuti da sigaretta comparsi in uno studio ENEA-AUSL sull’impatto ambientale dei mozziconi in Italia, che ci accompagnano nel quotidiano sotto forma di piccoli filtri tossici abbandonati a terra o in mare.

La portata di tale segno di inciviltà è enorme, visto e considerato che si tratta di un rifiuto che possiede tempi lunghissimi di biodegradabilità e che la maggior parte dei mozziconi da sigaretta gettati al suolo finiscono nelle fognature e nelle acque superficiali, contaminandole con gravi rischi per la salute e per gli ecosistemi acquatici.

Una minaccia riconosciuta? Almeno sulla carta sì: con la legge Green Economy 221/2015, il mozzicone di sigaretta è stato identificato per la prima volta come rifiuto. Il provvedimento, infatti, ha introdotto nel Testo Unico Ambientale l’art. 232-bis (Rifiuti di prodotti da fumo), che va a esplicitare l’obbligo per i comuni di provvedere ad attuare specifiche campagne informative e a posizionare “…nelle strade, nei parchi, e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo”.

Proprio in questo senso si muove il progetto Cigaway, che in Abruzzo mira a contrastare il fenomeno dell’abbandono nell’ambiente di rifiuti di prodotti da fumo (si stima che siano circa un miliardo nella sola Regione) e di altri rifiuti di piccolissime dimensioni (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare) con l’installazione di appositi contenitori in punti strategici dei Comuni aderenti. L’accordo, sottoscritto lo scorso 7 ottobre a Pescara, prevede la collaborazione tra Regione Abruzzo, ANCI Abruzzo e la società pubblicitaria Globalgreen, che ha ideato l’iniziativa.

“La Regione Abruzzo è impegnata nel perseguire e diffondere politiche ambientali finalizzate alla realizzazione di una gestione integrata dei rifiuti, alla promozione di buone pratiche ambientali ed in particolar modo alla implementazione di azioni che possano portare al miglioramento della raccolta differenziata ed alla riduzione della produzione dei rifiuti” ha affermato il sottosegretario alla presidenza della Regione con delega all’Ambiente Mario Mazzocca.

Il caso abruzzese non è isolato. Già da qualche tempo non mancano infatti iniziative di carattere locale lungo lo Stivale: comunicazioni, campagne contro la dispersione dei mozziconi per le strade (la milanese “Milano è così” ne è un esempio) o, come succede ad esempio nel periodo estivo su alcune spiagge della Liguria, la distribuzione ai fumatori di pratici contenitori portatili per la raccolta di cenere e mozziconi, finanziati dai commercianti della zona.

Eppure, a dispetto dei rischi conclamati e della sanzione amministrativa pecuniaria minacciata (da 60 a 300 euro a partire dal 2 febbraio 2016), non tutte le amministrazioni si applicano con serietà per risolvere il problema e, a giudicare dai mozziconi che puntinano l’asfalto, molti cittadini paiono restii ad abbandonare tali cattive abitudini. Il fumatore, come il lupo, sembra insomma faticare a perdere il vizio.

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