Mappatura dei RAEE: un incentivo per risolvere il problema?

Una mappa interattiva che mostra i dati relativi produzione e smaltimento di apparecchiature elettroniche in 184 paesi nel mondo: questo lo strumento messo a punto dalla StEP Initiative, gruppo di ricerca creato dall’ONU per gestire il pressante problema dei RAEE.


Una mappa interattiva che mostra i dati relativi produzione e smaltimento di apparecchiature elettroniche in 184 paesi nel mondo: questo lo strumento messo a punto dalla StEP Initiative, gruppo di ricerca creato dall’ONU per gestire il pressante problema dei RAEE.

È una corsa al rialzo costante e vertiginosa, quella dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche prodotti nel mondo. In base alle previsioni della StEP (Solving the E-Waste Problem) Initiative, massiccia ricerca commissionata dall’ONU a enti governativi, organizzazioni industriali e gruppi scientifici, la mole di rifiuti elettronici generata nel mondo entro il 2017 sarà pari a 65,4 milioni di tonnellate, con un’impennata del 33% nei prossimi 5 anni.

Un dato che merita attenzione e contromisure immediate, posto che solo una piccola parte di rifiuti di questo tipo viene destinato al riciclo. Per sottolineare l’urgenza della questione e portarla alla luce in modo visibile e immediato, la StEP Initiative ha realizzato una mappa interattiva, completa di dati comparativi aggiornati con cadenza annuale, riguardanti 184 paesi. Una sorta di mappa del tesoro in chiave contemporanea, visto che il recupero degli scarti high tech consentirebbe, oltre a indiscutibili benefici in termini ambientali, il riutilizzo di materiali ed elementi chimici rari, dal valore stimato fra i 100 e i 3000 euro al chilo.

Cliccando sul planisfero, per ciascuno stato appaiono parametri quali il numero di abitanti, il potere di acquisto stimato della popolazione, la quantità di dispositivi elettronici immessi sul mercato e la quantità di rifiuti elettronici creati. Inoltre, lo strumento completa l’opera elencando in modo dettagliato i provvedimenti legislativi adottati a livello locale per fronteggiare il problema dei rifiuti elettronici.

In cima alla classifica mondiale, a contendersi il preoccupante primato di maggiori acquirenti e consumatori “usa e getta” di dispositivi tecnologici, ci sono Stati Uniti e Cina: nel solo 2012, si parla di 9,4 milioni di tonnellate di RAEE per il primo e di 11,1 milioni di tonnellate di prodotti elettronici immessi sul mercato per il secondo. Queste ed altre problematiche imprescindibili sono alla base dell’accordo bilaterale di cooperazione internazionale fra l’Agenzia di Protezione Ambientale statunitense (EPA) e il Ministero dell’Ambiente cinese.

Ma veniamo all’Italia: anche in questo caso, la mappa si riferisce al 2012 e mostra che, nel dell’anno preso in esame, è stata introdotta sul mercato una quantità di prodotti elettronici pari a 22,91 kg per abitante, mentre i rifiuti creati hanno raggiunto i 17,83 kg pro capite. Per un ulteriore aggiornamento sui dati e sulle politiche condotte in termini di recupero e gestione dei RAEE nel nostro paese, in linea con le direttive europee emesse in materia, rimandiamo all’articolo qui pubblicato.

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