Lotta ai mozziconi di sigaretta, flagello ambientale sulle spiagge del mondo

L’abbandono di mozziconi di sigaretta in spiaggia e nei luoghi pubblici è un problema globale e gravissimo dal punto di vista ambientale: un solo mozzicone è in grado di inquinare 500 litri d’acqua. Alcune norme ed iniziative intervengono per arginare il fenomeno.

L’abbandono di mozziconi di sigaretta in spiaggia e nei luoghi pubblici è un problema globale e gravissimo dal punto di vista ambientale: un solo mozzicone è in grado di inquinare 500 litri d’acqua. Alcune norme ed iniziative intervengono per arginare il fenomeno.

Capita di sperimentare sulla propria pelle gesti di inciviltà altrui. Un caso emblematico e tipicamente estivo è trovare spiagge e mari prescelti per le proprie vacanze deturpati da mozziconi di sigaretta. Da troppi e troppo a lungo sottovalutato, il littering di mozziconi costituisce un problema enorme dal punto di vista ambientale: uno solo di essi, non biodegradabile e quindi estremamente longevo, con una composizione di oltre 4000 sostanze chimiche dannose può arrivare ad inquinare fino a 500 litri d’acqua.

Se consideriamo che, secondo i dati forniti dall’organizzazione no-profit Cigarettelitter.com, nel mondo vengono gettati oltre 4,5 miliardi di resti di sigaretta l’anno, è facile calcolare la portata del problema. Complici pioggia ed efficienti sistemi di scarico e scolo infatti, gran parte dei mozziconi buttati a terra finiscono, presto o tardi, in mare. Qui rilasciano le tossine contenute nel filtro avvelenando le acque e diventano pericolosi oggetti di interesse per la fauna marina, che li scambia per cibo e li inghiotte con gravi conseguenze.

L’indagine “Beach Litter” di Legambiente, che nel bimestre aprile-maggio 2015 ha monitorato grazie all’azione di volontari 29 spiagge italiane e 25 spiagge di altri 8 Paesi del Mediterraneo, ha offerto uno spaccato della situazione sui nostri litorali: tra i rifiuti individuati e raccolti, gli onnipresenti mozziconi si sono piazzati complessivamente al quarto posto con il 5,4%, per salire addirittura sul podio in Grecia, Portogallo e Turchia. Oltreoceano, invece, un dato su tutti: lungo le coste della sola California, durante l’ultimo Cleanup Day, sono stati raccolti oltre 230.000 mozziconi in un unico giorno.

Cosa fare, dunque, per contenere questo flagello ambientale dalle proporzioni endemiche? Entro i confini nazionali, a giorni dovrebbe entrare in vigore un disegno di legge legato alla Green Economy che prevede un articolo riguardante rifiuti speciali, nei quali rientrano i suddetti inquinanti: secondo quanto annunciato, chiunque venga sorpreso a gettare a terra mozziconi di sigarette o gomme da masticare in parchi pubblici, spiagge e stadi sarà soggetto a una sanzione pecuniaria da 30 a 150 euro.

Da qualche tempo, non mancano inoltre iniziative di carattere locale: comunicazioni, deterrenti di vario tipo o, come succede ad esempio su alcune spiagge della Liguria, la distribuzione ai fumatori di pratici contenitori portatili per la raccolta di cenere e mozziconi, finanziati dai commercianti della zona.

Intanto, in Francia, una dozzina di comuni tra cui Biarritz ha annunciato che sarà vietato fumare in spiaggia, così come negli spazi pubblici in generale. L’iniziativa si colloca all’interno dell’ampio progetto Ocean Initiatives della Surfrider Foundation Europe, che da anni si batte per tutelare gli ecosistemi acquatici.

Mentre procedono gli studi sulla messa a punto di nuove tecnologie capaci di minimizzare l’impatto delle sigarette sull’ambiente, ogni efficace provvedimento teso ad accrescere consapevolezza e rieducare tutti al rispetto per i nostri luoghi comuni è benaccetto. Se le leve utilizzate sono buonsenso, etica, attacchi mirati al portafoglio o un mix tra questi poco importa.

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