Imballaggi più leggeri: Bolton Alimentari riduce la banda stagnata delle scatolette

La decisione di Bolton Alimentari di ridurre la banda stagnata nei suoi packaging permette un risparmio di 44 tonnellate di questo materiale e si situa in un quadro più ampio di sostenibilità e prevenzione dei rifiuti nel ramo della produzione industriale.

La decisione di Bolton Alimentari di ridurre la banda stagnata nei suoi packaging permette un risparmio di 44 tonnellate di questo materiale e si situa in un quadro più ampio di sostenibilità e prevenzione dei rifiuti nel ramo della produzione industriale.

Ridurre gli imballaggi al fine di prevenire i rifiuti, croce dei nostri tempi, e diminuire il nostro impatto ambientale è una delle chiavi del vivere green: i modi per farlo in famiglia sono molti e vanno dall’abitudine al riutilizzo in cui i nostri nonni erano maestri alle più creative forme di upcycling. Ma la prevenzione dei rifiuti è una scelta attuabile già tra le corsie di negozi e supermercati e noi consumatori dovremmo abituarci ad effettuare acquisti sempre più “leggeri” in termini di imballaggi.

Per questo motivo, mentre prendono piede punti vendita che offrono prodotti sfusi, anche tra le aziende si stanno diffondendo metodi e pratiche finalizzate a sgravare i prodotti di imballaggi non necessari, all’insegna della sostenibilità economica e ambientale. L’ultimo esempio in ordine di tempo proviene in Italia dal gruppo Bolton Alimentari, che ha ridotto di 44 tonnellate il consumo di banda stagnata, foglio di acciaio utilizzato per la produzione di scatolette alimentari: ricoperto su entrambi i lati da un sottile strato di stagno, evita l’ossidazione e la corrosione dell’acciaio al contatto con il cibo.

Si tratta di un provvedimento dalla forte risonanza, dato che l’azienda (cui appartengono Rio Mare e Palmera per intenderci) copre un’enorme fetta del mercato italiano ed europeo: a Cermenate, Como, ha infatti uno dei sui maggiori stabilimenti, da cui escono circa 650 milioni di scatolette l’anno, e alcuni dati Nielsen collocano il gruppo ai vertici del settore anche in ambito continentale.

Se è vero che negli ultimi cinque anni è cresciuta l’industria del riciclo (in particolare, secondo il rapporto “L’Italia del Riciclo 2014”, l’acciaio recuperato e avviato a riciclo nel 2013 ha raggiunto il 74%), è altrettanto vero che la prevenzione resta sempre e comunque in cima alla piramide delle misure anti-rifiuti.

La decisione di Bolton di ridurre la banda stagnata nel packaging si inserisce in un quadro più ampio, disegnato per accrescere la sostenibilità dell’azienda: dalla presentazione di “La Giusta Rotta” (Rapporto Socio-Ambientale 2014-2017), alla ricerca nell’ambito della pesca sostenibile, dal tentativo di rendere i trasporti più efficienti al risparmio idrico, sono molte le misure adottate. Per rimanere in tema di imballaggi, da luglio 2013 l’azienda si è inoltre impegnata nella riduzione del film di plastica che avvolge i prodotti per lo stoccaggio in magazzino, che si traduce in ulteriori 5,6 tonnellate di materiale all’anno sottratto alla pattumiera.

Una pattumiera comunque stracolma, che necessita dell’azione congiunta di settore produttivo, ramo distributivo e consumatori attenti e consapevoli per alleggerirsi.

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