Il Convegno “Start Bonifiche: l’importanza di un approccio integrato” in pillole.

Anche Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania è intervenuta al convegno “Start bonifiche: l’importanza di un approccio integrato. Norme chiare, competenze scientifiche, nuove tecnologie e strumenti di pianificazione territoriale” organizzato nell’ambito EnergyMed.

Anche Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania è intervenuta al convegno “Start bonifiche: l’importanza di un approccio integrato. Norme chiare, competenze scientifiche, nuove tecnologie e strumenti di pianificazione territoriale” organizzato nell’ambito EnergyMed.

Fare un punto sullo statodell’arte della bonifica dei siti contaminati, con un approccio multidisciplinare in grado di integrare il punto di vista scientifico, normativo e di gestione politica di questa problematica, che oggi come non mai è diventata di strettissima attualità, in particolare in un territorio come quello della Campania.

Questo è stato l’obiettivo del convegno “Start bonifiche: l’importanza di un approccio integrato. Norme chiare, competenze scientifiche, nuove tecnologie e strumenti di pianificazione territoriale” svoltosi lo scorso 28 marzo 2014 a Napoli nell’ambito di EnergyMed, Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica.

L’iniziativa si è aperta con un’overview normativa e di mercato (Legge n. 136/2013) a cura dell’avv. Paolo Cecchetti di Ecoman (guarda qui l’intervista) che ha commentato come la recente legge 6/2014 sia in gran parte perfettibile specie per quanto attiene la valutazione della pena in base al reato commesso. Attività in corso d’opera in termini di mappatura e analisi chimiche dei territori sono state oggetto delle relazioni della dr.ssa Marinella Vito, Direttore ARPAC, (guarda qui l’intervista) e del dr. Giovanni de Biase, Commissario alle Bonifiche (guarda qui l’intervista) che hanno evidenziato come – a parziale copertura dei finanziamenti ministeriali mancanti – un’attività di messa in sicurezza dei territori possa essere svolta a tutela del territorio e della cittadinanza, in attesa che più importanti operazioni di bonifica vengano autorizzate e finanziate dalle autorità competenti.

Uno degli strumenti maggiormente utilizzati per la messa in sicurezza è il fitorimedio, ovvero l’utilizzo di colture particolari per risanare territori contaminati. In tal senso, una best practice realizzata su territorio romano (nel Comune di Colleferro) e come tale riproducibile anche su territorio campano, è stata presentata dai Prof. Enrico Rolle (guarda qui l’intervista) e dal prof. Mario Beccari, soci di Ecoman (guarda qui l’intervista).

Non dimenticando l’obiettivo finale dell’evento – che non è stato quello di andare alla ricerca del colpevole, bensì capire come procedere per trovare una soluzione che metta d’accordo autorità, aziende e cittadinanza – hanno riscosso particolare attenzione gli interventi di Giancarlo Chiavazzo di Legambiente Campania (guarda qui l’intervista) e di Stefano di Foggia del Coordinamento Comitati Fuochi (guarda qui l’intervista). Interventi che hanno portato all’attenzione del convegno il punto di vista della popolazione della Terra dei Fuochi, che si trova a subire gli effetti della contaminazione e del possibile rischio sanitario che ne deriva.

Ma non sono i prodotti a essere contaminati – come sostiene Antonio Puzzi di Slow Food Campania (guarda qui l’intervista) – bensì i territori in cui vengono realizzati e solo in una piccola percentuale degli stessi. E’ notizia delle ultime settimane che solo il 2% del territorio della Terra dei Fuochi possa essere considerato contaminato. Dello stesso avviso Antonio Lucisano, – direttore del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP (guarda qui l’intervista)che afferma come”Territorio e produzioni agro-alimentari sono strettamente connesse tra loro ed è proprio per questo motivo che il consorzio intende dissociarsi dall’autolesionismo che sta distruggendo l’immagine della Campania. Il danno ambientale è reale – inutile negarlo – ma è circoscritto a una piccola percentuale di territorio. Grazie ad ulteriori indagini, relative alle zone indicate come potenzialmente inquinate, siamo in grado di affermare che la nostra filiera produttiva è senza alcuna ombra di dubbio sana al 100%; la nostra certezza è confermata da circa 20.000 controlli ufficiali all’anno e dalle relative certificazioni richieste dagli organi ufficiali di controllo per le acque di abbeveraggio, il mangime, il latte fino alla mozzarella”.

A questo punto, una volta ascoltati gli esponenti della cittadinanza e delle aziende, è stato il turno delle Istituzioni locali, rappresentate nello specifico dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Daniela Nugnes che ha informato come “L’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, attraverso il progetto Life Ecoremed e in sinergia con il Ciram della Federico II, contribuisce in maniera fattiva alle bonifiche dei terreni agricoli del nostro territorio. Grazie alle tecniche di bioremediation individuate nell’ambito del progetto abbiamo anche avviato, in alcuni siti, la piantumazione di essenze arboree specifiche, come i pioppi, che non solo fitodepurano i suoli dalle sostanze nocive, ma interdicono anche fisicamente le aree per evitare che possano essere coltivate in maniera indiscriminata e senza alcun controllo a danno dei consumatori. D’altra parte il danno ambientale subito dalla nostra regione è innegabile, ma se da un lato bisogna agire con le bonifiche del territorio, dall’altro non bisogna abbassare la guardia e bisogna lavorare per garantire la salubrità delle nostre produzioni che, è bene ricordarlo, sono controllatissime e di eccellenza. Anche per questo la Regione Campania è partner del progetto QR Code Campania Sicura, realizzato con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Un codice a barre attraverso il quale sarà possibile non solo tracciare le aziende che aderiranno al progetto, ma anche venire a conoscenza di tutte le analisi effettuate sui prodotti”.

Non potendosi ritenere esaustiva la giornata odierna, il moderatore Maria Grazia Persico, Direttore Editoriale di Nonsoloambiente.it (guarda qui l’intervista), ha lanciato un asset all’uditorio che è consistito nella possibilità di organizzare un forum tematico da qui a un mese, che agevoli un’ulteriore discussione e un’eventuale proposta condivisa da presentare nelle sede istituzionali competenti.

Guarda qui le altre video interviste:

Francesco De Giovanni di Santa Severina della Provincia di Napoli

Stefano Tonziello di Agenda 21 per Regi Lagni

Vito Pignatelli presidente di ITABIA

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