Ecopneus, in quattro anni nuova vita a 100 milioni di pneumatici fuori uso

Da rifiuti inquinanti e dannosi per la salute dell’uomo a materiale edile e pavimentazioni ecologiche: i PFU finora recuperati e reintrodotti nel ciclo produttivo pesano quanto otto navi da crociera. Ecco quali sono state le conseguenze per l’ambiente e per l’economia.

Da rifiuti inquinanti e dannosi per la salute dell’uomo a materiale edile e pavimentazioni ecologiche: i PFU finora recuperati e reintrodotti nel ciclo produttivo pesano quanto otto navi da crociera. Ecco quali sono state le conseguenze per l’ambiente e per l’economia.

Il destino degli pneumatici fuori uso può dare vita a due scenari molto diversi: se questi rifiuti vengono dispersi nell’ambiente diventano una fonte di inquinamento del suolo e dell’atmosfera, aumentando l’incidenza di allergie, asma e malattie cardiovascolari. Se al contrario vengono recuperati e sottoposti a riciclo, possono essere trasformati in asfalto, materiale edile, pavimentazioni ecologiche.
Da quattro anni Ecopneus si impegna affinché si realizzi il secondo scenario per il maggior numero possibile di PFU.

Ad oggi, i risultati sono incoraggianti: la società ha raccolto e recuperato 1 milione di tonnellate di pneumatici, pari al peso di otto navi da crociera. Per l’ambiente, significa 344mila tonnellate di Co2 in meno immesse nell’atmosfera. Anche i vantaggi ottenuti grazie alla reimmissione del materiale lavorato nel ciclo produttivo rivelano numeri importanti: solo nel 2014 sono stati risparmiati 105 milioni di euro sulle importazioni di materia prima vergine, che si traducono in un risparmio di risorse ambientali pari a 1.8 milioni di m3 di acqua e 377mila tonnellate di risorse minerali e fossili.

In questi quattro anni, Ecopneus ha dato vita a una vera e propria filiera, coinvolgendo 103 imprese con 700 addetti impegnati a tempo pieno. Con loro, l’associazione ha avviato un percorso di miglioramento continuo a favore della sostenibilità, ma anche della legalità: l’attività di Ecopneus è stata importante per la riduzione dello smaltimento illegale dei PFU.

Nel corso della sua attività, interventi significativi sono stati effettuati anche nelle zone più critiche, come nella Terra dei Fuochi: qui, grazie ad un Protocollo straordinario firmato con il Ministero dell’Ambiente e le amministrazioni locali, sono state recuperate oltre 420 tonnellate di pneumatici fuori uso, per un totale di 94 prelievi in 14 diversi Comuni.

Non a caso la Campania è tra le Regioni nelle quali gli interventi hanno permesso il recupero delle maggiori quantità di pneumatici, ovvero 82.394 tonnellate. Cifre maggiori sono state registrate soltanto in Lombardia, con 96.170 tonnellate. Seguono Lazio (79.357) e Sicilia (77.836), mentre chiudono l’elenco il Friuli Venezia Giulia (15.192), la Basilicata (12.958), il Molise (7.233) e la Valle d’Aosta (318).

A quale nuova vita sono stati destinati tutti questi pneumatici recuperati? Ecopneus ha reso noto che il 62,5% dei PFU raccolti è stato utilizzato per il recupero di energia, mentre il 37,5% è stato trasformato in materiale nuovamente utilizzabile, sotto forma di granuli, polverini di gomma e acciaio, con applicazioni in diversi settori industriali, tra i quali quello edile. In particolare, il 30% del materiale ricavato è stato utilizzato per la realizzazione di pavimentazioni sportive, mentre il 5% per isolanti acustici e l’1% per asfalti a bassa rumorosità.

Obiettivi futuri? Continuare a investire nella ricerca per promuovere gli sbocchi applicativi della gomma riciclata da PFU. La materia prima, come dimostrato, di certo non manca.

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