NASA e Google scoprono un nuovo sistema solare

Una stella simile al Sole intorno a cui gravitano otto esopianeti: è questa la scoperta annunciata lo scorso dicembre dalla NASA, in collaborazione con Google, resa possibile grazie al telescopio Kepler.

La NASA, l’ente spaziale americano, ha da poco annunciato il nuovo traguardo raggiunto dal telescopio Kepler, il “cacciatore di mondi” che si propone di individuare pianeti potenzialmente abitabili.

Questa volta, però, non si tratta della scoperta di un solo pianeta: gli scienziati della NASA, in collaborazione con Google, hanno infatti individuato una stella simile al sole, attorno a cui gravitano otto esopianeti.

La stella, ribattezzata Kepler-90, è lontana ben 2545 anni luce e ha nella sua orbita otto pianeti, proprio come il sistema solare. Si tratta del primo caso in assoluto, nonostante il telescopio spaziale Kepler abbia individuato già migliaia di pianeti.

Andrew Vanderburg, co-scopritore presso l’Università del Texas ad Austin, ha dichiarato: “Il sistema di stelle Kepler-90 è come una versione mini del nostro sistema solare: all’esterno ci sono piccoli pianeti e grandi pianeti, ma tutto è molto accentuato, più vicino.”

La scoperta più recente è quella di un ottavo pianeta nell’orbita di questa stella, ribattezzato Kepler-90i.  Si tratta di un pianeta con una superficie rocciosa, poco più grande della Terra. L’ipotesi della presenza di forme di vita su questo Pianeta è pressoché infondata: infatti Kepler-90i si trova vicinissimo alla stella, compie un’orbita di appena 14 giorni e mezzo e ha temperature che arrivano ai 400 gradi.

Il pianeta più esterno rispetto all’orbita della stella, Kepler-90h si trova più o meno alla stessa distanza della Terra, ma si tratta di un gigante gassoso, molto simile al nostro Giove per dimensioni. Ne deduciamo, quindi, l’impossibilità ad ospitare forme di vita.

La cosa più interessante che riguarda la scoperta dell’ottavo pianeta Kepler-90i riguarda l’impiego del machine learning. Infatti, questo componente è stato identificato con l’ausilio di un sistema di intelligenza artificiale, creato da Google, che imita il funzionamento delle reti di neuroni del cervello umano.

Il meccanismo impiegato dal pc ha elaborato i dati relativi a 35.000 possibili pianeti raccolti dal telescopio ed è stato addestrato a riconoscere le variazioni di luminosità della stella registrate da Kepler, che indicano il transito di un pianeta.

La collaborazione fra NASA e Google e l’impiego dell’intelligenza artificiale ha permesso di scovare non solo questo pianeta, ma anche un sesto pianeta in un altro sistema, quello della stella Kepler 80.

“Proprio come pensavamo, ci sono emozionanti scoperte ancora nascoste nell’archivio dati di Kepler, in attesa degli strumenti e delle tecnologie capaci di scovarle” – ha dichiarato Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della NASA a Washington. “Questa scoperta – ha aggiunto – dimostra che i nostri dati costituiranno un vero tesoro per i ricercatori innovativi per gli anni a venire”.

                                         

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