#WeBike di WeWatt, pedalare per ricaricare smartphone e tablet

L’azienda belga WeWatt ha ideato delle postazioni di ricarica per smartphone e tablet a pedali. Un modo innovativo e green per generare energia ed evitare di ritrovarsi con dispositivi elettronici scarichi nei momenti di necessità.

Biglietti elettronici e boarding-pass sul cellulare. Nel cammino verso una dematerializzazione resa possibile da tecnologie sempre più efficienti, trovarsi in difficoltà per via di un supporto elettronico scarico proprio al momento dell’imbarco- e dei relativi controlli- è, se non drammatico, quanto meno sconsigliabile. In questa prospettiva, l’azienda belga WeWatt ha avuto un’intuizione che mira ad essere rivoluzionaria. L’intento, così come la motivazione alla base del progetto, è semplice: posizionare in un numero crescente di stazioni ferroviarie e aeroporti internazionali delle postazioni di ricarica per smartphone e tablet innovative, salutari e soprattutto green-oriented.

Il motore che alimenta il meccanismo è uno solo: la forza delle gambe. Per utilizzare le postazioni, infatti, non occorre fare altro che sedersi sullo sgabello, realizzato in materiali eco-sostenibili, e iniziare a pedalare. Così, nel giro di mezz’ora, si può produrre in modo del tutto autonomo l’energia verde necessaria a ricaricare completamente il telefono e, nel frattempo, approfittarne per fare un po’ di movimento ingannando i tempi di attesa di voli o coincidenze.

“Pure Human Power, Pura Energia Umana è il nostro claim per un semplice motivo: sono le persone e nient’altro a produrre energia” racconta Patricia Ceysens, fondatrice e responsabile stampa di WeWatt, di ritorno da un meeting a Dubai sull’imprenditoria femminile. “Siamo stati al Women’s Forum, dove abbiamo presentato le nostre biciclette”. A giudicare dalle foto, condivise sul sito e sulla pagina Facebook dedicata, nonché dai commenti rilasciati dai viaggiatori sui differenti social network a colpi di sorrisi, pedalate e hashtag #webike, l’attenzione nei confronti del progetto è crescente, dal Canada, all’Asia al Nord Europa.

“Molti i luoghi che hanno già deciso di installare postazioni della WeWatt adottando una delle diverse tipologie di sedute: in gruppo, lineari, singole. Andiamo dall’aeroporto Schiphol di Amsterdam a quello di Bruxelles, dalle stazioni parigine di Montparnasse e Charles De Gaulle alla biblioteca Limburg dell’Università di Hasselt, in Belgio”. Nessuna postazione di ricarica è presente all’appello, al momento, entro i confini italiani.

Un’ulteriore declinazione del progetto è Watt a Hub!, una seduta di lavoro modulare, a pedali, che permette di fare attività fisica generando al contempo elettricità in ufficio. In questo contesto, è stata sviluppata un’applicazione allo scopo di “motivare il fruitore a pedalare ogni singolo giorno”: un piccolo dispositivo, collegato alla postazione, è in grado di monitorare l’attività svolta e dare un feedback sulla potenza prodotta (in HumanWh), le calorie bruciate, la distanza percorsa e lo stato di carica di una batteria funzionante a pulita e rinnovabile energia umana.

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