Volkswagen ha ammesso di aver truccato i test antismog

La casa automobilistica tedesca ha manipolato i software di controllo delle emissioni di gas per far apparire meno inquinanti alcuni modelli diesel. Gli USA indagano, mentre il titolo crolla in borsa.

La casa automobilistica tedesca ha manipolato i software di controllo delle emissioni di gas per far apparire meno inquinanti alcuni modelli diesel. Gli USA indagano, mentre il titolo crolla in borsa.

Dopo molte indiscrezioni e accuse, ieri sera è arrivata l’ammissione di colpa: con un comunicato stampa ufficiale, la Volkswagen ha ammesso di aver infranto la legge USA sulle emissioni inquinanti (una delle più severe al mondo) installando su alcuni modelli un dispositivo in grado di “falsificare” i test antismog. Lunedì sera, l’AD del gruppo tedesco Martin Winterkorn ha parlato pubblicamente ammettendo la frode e scusandosi con la clientela. Lo scandalo ha avuto effetti immediati: le quotazioni del titolo Volkswagen hanno subito un crollo del 23% alla Borsa di Francoforte e ora la casa automobilistica tedesca rischia sanzioni fino a 18 miliardi di dollari

Secondo le indagini, per almeno 6 anni sarebbero state immesse sul mercato americano delle auto “ecologiche” che in realtà non lo erano affatto. Modelli Volkswagen e Audi le cui immissioni di gas inquinanti venivano falsificate in modo da superare i test di verifica e omologazione dell’Agenzia Federale per l’Ambiente degli Stati Uniti (EPA), molto più rigidi rispetto ai corrispettivi europei. Un’operazione studiata a tavolino, che ha tratto in inganno non solo le autorità, ma anche i consumatori, persuasi con finti slogan legati alla sostenibilità: i modelli incriminati erano infatti pubblicizzati come “clean diesel”.

Il caso è stato scoperto quasi per caso dall’International Council on Clean Transportation (ICCT), un’organizzazione indipendente che si occupa di trasporti e ambiente. Durante una serie di test su modelli diesel, sono infatti emerse notevoli discrepanze fra consumi misurati in laboratorio e quelli rilevati su strada. Approfondendo la questione, è stato scoperto l’utilizzo da parte di Volkswagen di un software illegale in grado di ridurre temporaneamente le emissioni, che si attivava automaticamente durante le fasi di test della vettura. In questo modo, le emissioni inquinanti rilevate durante i controlli – in particolare quelli degli ossidi di azoto NOx – erano da 10 a 40 volte inferiori di quelle reali. Un’iniziativa definita gravissima dalla stessa EPA: “Usare un impianto di manipolazione nelle macchine per eludere gli standard ambientali è un’azione illegale e una minaccia alla salute pubblica”.

Le automobili che montano il dispositivo truffaldino sarebbero in totale 11 milioni, secondo quanto dichiarato dalla stessa Volkswagen. Si tratta di vetture diesel a 4 cilindri prodotte tra il 2009 e il 2015, ma non è ancora chiaro se sono state commercializzate solo sul mercato americano o anche in altri Paesi. 

Dagli Stati Uniti, il caso si è presto diffuso fino a diventare un caso mondiale e anche in Italia è arrivata la prima presa di posizione ufficiale. In una lettera indirizzata all’amministratore delegato di Volkswagen Italia, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha richiesto prove oggettive che nelle autovetture commercializzate in Italia non siano stati installati accorgimenti tecnici volti ad alterare i dati emissivi, chiedendo al gruppo, “qualora necessario, di assumere analoghe iniziative già intraprese per il mercato americano anche a tutela dei consumatori italiani che hanno fatto affidamento sul marchio Volkswagen”.

Oltre allo scandalo per la truffa messa in atto da Volkswagen, questo episodio punta nuovamente i riflettori sull’attendibilità dei test sulle emissioni inquinanti delle auto. Gli standard attualmente in uso si basano infatti su simulazioni in laboratorio che numerosi esperti hanno definito irrealistici e poco rappresentativi della situazione di guida su strada. In pratica – come denunciato più volte dalle associazioni ambientaliste – tutte le auto emetterebbero più gas serra di quanto dichiarato, semplicemente perché l’ambiente di test su rullo non rispecchia le reali condizioni d’uso. Anche per questo motivo, il ciclo europeo di omologazione di consumi ed emissioni è in fase di revisione e nuovi standard entreranno in vigore a partire dal 2017.

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