Turismo etico: non bastano le “buone intenzioni”

Il turismo è il terzo mercato mondiale nel settore delle esportazioni. Ogni scelta di viaggio può favorire o contrastare lo sviluppo sostenibile: la buona volontà non basta, occorre viaggiare con consapevolezza.

Solo una vacanza? Un viaggio, spesso, è molto di più. È un’opportunità per contribuire allo sviluppo sostenibile, favorire l’equilibrio ambientale e sociale, oppure un mezzo attraverso il quale mettere un po’ più a rischio tutti questi fattori. Ce lo ricordano le Nazioni Unite, dichiarando il 2017 l’anno internazionale del turismo sostenibile.

Se è vero che l’impronta del singolo è piccolissima nel mondo, è vero anche che l’impatto economico del turismo, a livello globale, è tutt’altro che insignificante: i più recenti dati diffusi dal World Travel and Tourism Council svelano che le spese mondiali per il turismo sono cresciute dai 2 miliardi di dollari negli anni Cinquanta ai 1.260 miliardi nel 2015, facendo del turismo il terzo mercato mondiale delle esportazioni, dopo carburanti e chimica.

Inserite in quest’ottica, le scelte turistiche operate da ciascuno di noi hanno un grande potere: favorire o danneggiare economie, ambienti, popolazioni. Il turismo etico non è solo una vacanza a impatto ambientale ridotto, ma è un percorso lungo il quale ogni scelta e ogni azione porta un beneficio nei luoghi attraversati.

Non a caso, a sostegno di questa visione ampia del concetto di sostenibilità applicato al turismo, la World Tourism Organization ha lanciato la campagna “Travel, Enjoy, Respect” definendo, tra i fattori chiave del turismo responsabile, l’inclusione sociale per la riduzione della povertà e lo sviluppo dell’occupazione; la protezione delle risorse ambientali; il rispetto dei valori culturali delle comunità.

Una serie di valori che possono essere racchiusi nella definizione di turismo etico, tema al centro del più recente libro del professor Corrado del BòEtica del turismo”. Il volume mette in luce la complessità del tema e l’impossibilità della sua riduzione a un “turismo delle buone intenzioni”.

In una recente intervista per il periodico Vita, il professor del Bò ha sottolineato come l’etica debba essere considerata non un sentire personale, ma “una materia in cui si cerca di fissare i concetti, precisare i contorni dei problemi, offrire delle soluzioni ragionevoli e, soprattutto, giustificate, elaborando quindi argomenti a sostegno o contro certe posizioni”.

Una risposta collettiva alle domande poste dal turismo sostenibile è stata fornita dalla WTO, nel suo “Codice mondiale del turismo sostenibile”, che invitiamo ad approfondire prima di intraprendere un viaggio, vicino o lontano.

Già, perché quando si parla di turismo sostenibile si pensa spesso all’impatto nato dall’incontro tra due culture lontane, ma gli stessi rischi e gli stessi principi caratterizzano il turismo anche quando il viaggio dura meno e il mondo in cui si immerge è più simile al proprio.

Per le vacanze entro i confini italiani, Tripadvisor offre un aiuto a chi desidera compiere scelte sostenibili, stilando la classifica delle 10 strutture italiane che meglio favoriscono il turismo green.  Ecco la classifica 2017:

1) Lefay Resort & Spa Lago di Garda, Gargnano (BS)

2) Hotel Villa Schuler, Taormina (ME)

3) B&B Villa Beatrice, Verona (VR)

4) Callistos Hotel & Spa, Tricase (LE)

5) Hotel Leitlhof – Dolomiten, San Candido (BZ)

6) Wellness Hotel Lupo Bianco, Canazei (TN)

7) Alp & Wellness Sport Hotel Panorama, Fai della Paganella (TN)

8) Villa Tres Jolie, Trezzone (CO)

9) Villa Carolina Country House, Sorrento (NA)

10) B&B Cancabaia Parma, Lesignano de’ Bagni (PR)

All’impegno delle strutture non resta che aggiungere il proprio, condito con conoscenza e consapevolezza.

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