Spreco di cibo a Natale: cinque semplici consigli (+1) per evitarlo

Lo spreco alimentare a Natale assume proporzioni sconsiderate, quantificate per il 2014 in 33mila tonnellate di cibo gettato via solo in Italia. Ecco qualche semplice consiglio per arginare il problema, a casa come al ristorante.

Lo spreco alimentare a Natale assume proporzioni sconsiderate, quantificate per il 2014 in 33mila tonnellate di cibo gettato via solo in Italia. Ecco qualche semplice consiglio per arginare il problema, a casa come al ristorante.

Cosa ci ha insegnato l’Anno Europeo contro lo spreco alimentare, istituito nel 2014 dall’Unione per dibattere su uno dei più gravi paradossi del nostro tempo? E  le riflessioni portate avanti in occasione di Expo 2015? A quanto pare, ancora troppo poco: da un lato, a livello globale si discute su come sfamare una popolazione in costante ed esponenziale aumento, proponendo peraltro soluzioni che contemplano agricoltura intensiva, pesticidi e organismi geneticamente modificati; dall’altro, si continuano a buttare tonnellate di cibo edibile, faticosamente prodotto a spese del pianeta.

I dati emersi dal dettagliato rapporto Waste Watcher 2015 confermano una tendenza allo spreco che, nel periodo natalizio delle goliardiche e tradizionali maratone a tavola, risulta ulteriormente esasperata. Lo sottolineano, d’altra parte, i risultati delle analisi di Was, think tank sui rifiuti e sul riciclo di Althesys, che ha presentato il report di settore relativo alle festività 2014.

33mila tonnellate di cibo gettato via in Italia solo il giorno di Natale: una quantità enorme, figlia di pessime abitudini che pesano inesorabilmente su pattumiera, portafoglio e ambiente.  

Eppure, considerando che a Natale oltre il 43% dello spreco alimentare avviene nel privato delle mura domestiche, possiamo fare molto per arginare il problema. Ecco qualche consiglio pratico, che ci consentirà di ridurre facilmente l’impatto delle nostre tavole imbandite, senza che l’atmosfera dei giorni di festa ne risenta in alcun modo:

1. Pianificazione oculata delle spese alimentari sulla base di un menù predefinito e quantità realistiche. La prevenzione dello spreco a monte resta, sempre e comunque, l’arma migliore: una corretta e condivisa distribuzione dei compiti nella preparazione delle portate aiuta a evitare sovrabbondanza e doppioni.

2. Informazione preventiva delle tecniche di conservazione degli alimenti: ciascun alimento ha tempi e modi di conservazione ottimali diversi. Al momento dell’acquisto, è bene essere informati e scegliere i prodotti anche in base all’effettiva possibilità di preservarli al meglio.

3. Scelta di alimenti freschi e locali: oltre a garantire rispetto dell’ambiente in fase di produzione e trasporto, preferire prodotti a km0 consente di poter contare su alimenti freschi, che si conserveranno più a lungo e potranno essere congelati in caso di necessità.

4. Condivisione e distribuzione: l’eventuale cibo avanzato potrà essere distribuito tra gli ospiti, che potranno prendersi una pausa dai fornelli per i pasti successivi o con chi ne ha bisogno, grazie ad iniziative di food sharing (IfoodShare, FeedMe, S-CambiaCibo sono alcuni esempi attivi in Italia) che hanno nella rete e nelle app ottimi alleati.

5. Cucina creativa degli avanzi: recuperare gli avanzi per creare ottimi piatti grazie ad abilità e creatività è, oltre che utilissimo nella gestione quotidiana dei pasti, di gran moda. Moltissimi sono, infatti, i siti e i blog dedicati all’argomento che dispensano consigli e ricette per cucinare con gli avanzi. Il Consorzio Italiano Compostatori ha persino stilato un menù natalizio anti-spreco all’insegna del riciclo di quegli alimenti che, per quanto utilizzabili e peraltro ottimi, vengono spesso erroneamente lasciati da parte.

E per chi ha in programma di celebrare il pranzo o il cenone natalizio al ristorante? Il suggerimento che li riguarda arriva dagli stessi italiani: secondo un’indagine dell’Osservatorio Waste Watcher, presentata lo scorso 10 dicembre in occasione del lancio della family bag a cura del Ministero dell’Ambiente, a Natale 4 cittadini su 5 (l’86 %) chiedono di non sprecare il cibo nei locali e si dichiarano pronti a portare a casa il cibo avanzato. Quale migliore consiglio, dunque, che quello di unirsi a loro e, superati pregiudizi e imbarazzi, richiedere il proprio contenitore take away?

Nella lista delle cose da fare in vista del 25 dicembre, aggiungiamo una voce mirata a prevenire lo spreco alimentare: con pochi passi che attingono al semplice buonsenso potremo davvero fare la differenza. Ambiente, coscienza e finanze domestiche non potranno che ringraziare.

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!