Sostenibilità: la carta, da simbolo dello spreco a quello del riuso ecosostenibile

La carta, flessibile, fragile o resistente, ma soprattutto riciclabile, in tutte le sue varianti si presta a utilizzi infiniti, a volte impensabili, ma, fortunatamente, sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità. Usi e riusi di un materiale che ha fatto la storia.

La carta, flessibile, fragile o resistente, ma soprattutto riciclabile, in tutte le sue varianti si presta a utilizzi infiniti, a volte impensabili, ma, fortunatamente, sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità. Usi e riusi di un materiale che ha fatto la storia.

“Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine”, scriveva nel 1926 Kahlil Gibran. Parole quasi profetiche se si pensa all’evoluzione che la carta, i suoi usi e la sua industria hanno subito nel tempo. La carta ha origini lontane, non solo nel tempo ma anche nello spazio; e se la sua invenzione è antica, di certo non è più giovane il fenomeno del suo spreco. Inutile ricordare che sprecare la carta significa distruggere alberi e sperperare acqua, due fonti di vita, invece, da salvaguardare. La carta ha, infatti, un impatto ambientale elevato; basti pensare che per estrarre la cellulosa da cui si produce la carta, ogni anno i colossi industriali deforestano migliaia di ettari di boschi, liberando la CO2 immagazzinata nelle piante e togliendo così “respiro” al mondo.

Ciononostante, gli scenari globali non sono così negativi; infatti, stando ad un’indagine promossa dal Worldwatch Institute lo scorso novembre, parrebbe che la produzione mondiale di carta sia in lieve calo e questo grazie alle politiche ambientali e alle pratiche e tecnologie sostenibili adottate dalla filiera cartacea, soprattutto quelle legate al riciclo e alla modifica delle abitudini dei consumatori. Anche l’Italia si conferma paese sempre più virtuoso nella raccolta differenziata di carta e cartone. Dopo un quinquennio in cui la raccolta si era mantenuta stabile, nel 2014 si è registrato un aumento del 4% rispetto al 2013. A confermarlo è anche il XX Rapporto Annuale sulla raccolta differenziata di carta e cartone in Italia di Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).

La carta è e rimane uno dei prodotti più versatili e diffusi delle società moderne, si presta per numerosissime applicazioni quali fabbricare quaderni, libri, calendari, riviste, confezionare regali, imballare prodotti nei negozi, negli uffici per scrivere, per stampare documenti, per fotocopiare, e in casa per pulire, per asciugare ma non solo. La carta, flessibile, fragile o resistente, ma soprattutto riciclabile, in tutte le sue varianti si presta a utilizzi infiniti, a volte impensabili, ma, fortunatamente, sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità. Dal design alla moda passando per l’architettura e l’editoria la carta è dunque passata da simbolo dello spreco a quello dell’ecosostenibilità. La carta è entrata nel mondo dell’arte, non solo come supporto ma da protagonista, come nel caso dell’artista milanese Caterina Crepax che utilizza per lo più carta riciclata come vecchi scontrini fiscali, scarti di lavorazione delle tipografie, rotoli per calcolatrici per creare le sue sculture.

Non solo, la carta arreda e lo fa nel senso stretto del termine. Frank O’Gehry fu tra i primi, negli anni Settanta, a creare mobili con il cartone ondulato; oggi i designer propongono soluzioni d’arredo sostenibili, alternative ed ecologiche create con contenitori della pizza da asporto e imballi dalle consegne delle merci riciclati, pile e pile di fogli di cartone sovrapposti, pressati e piegati a formare piani multistrato 3D dalle performance paragonabili ai materiali tradizionali. Ma c’è di più, non solo arredi ma anche architetture: l’architetto giapponese Shigeru Ban ha costruito edifici etici in aree distrutte da catastrofi naturali con tubi di cartone pressato e riciclato. Insomma, la carta e il cartone sono tutto intorno a noi, e anche addosso; infatti questo materiale “millenario” ha fatto il suo debutto anche nel mondo della moda. Non è infrequente vedere sfilare abiti, accessori, gioielli e calzature creati totalmente in carta riciclata.

Usi e riusi a parte, come coniugare il piacere intramontabile della pagine da scrivere, la magia di un foglio di carta e sostenibilità? Là dove tutto ebbe inizio, o quasi, è nato anche il primo quotidiano ecosostenibile: il “Mainichi newspapers”, un giornale giapponese che dopo la lettura non va a finire nei rifiuti ma si può strappare, annaffiare e far fiorire nel giardino e nell’orto di casa grazie alle sue pagine, costituite da materie prime riciclate alle quali sono stati aggiunti dei semi, e all’inchiostro vegetale. Che cosa, meglio di un giornale, è in grado di veicolare il messaggio che ogni cosa può rinascere in una forma nuova?

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!