Ristrutturazioni ed efficientamento energetico: i bonus ridisegnano il volto del mercato edile

Confermate per tutto il prossimo anno, le agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e riqualificazione urbana hanno ottenuto nel 2014 risultati da record secondo i dati presentati da Cresme e Camera dei Deputati.

Confermate per tutto il prossimo anno, le agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e riqualificazione urbana hanno ottenuto nel 2014 risultati da record secondo i dati presentati da Cresme e Camera dei Deputati.

La decisione di prorogare per tutto il 2016 le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia, recentemente confermata all’interno della Legge di Stabilità 2016, si basa su solidi risultati.

Recentemente sono stati diffusi i primi dati relativi all’impatto di queste agevolazioni sull’economia italiana: lo studio presentato da Cresme e dalla Camera dei Deputati prende in esame i primi 8 mesi del 2014 e rivela un trend positivo per l’edilizia. Da sempre settore trainante della nostra economia, a partire dalla crisi del 2007 il comparto edile ha vissuto un periodo di forte stasi: proprio gli incentivi potrebbero essere una chiave per una nuova ripresa.

Ammontano a 28.5 miliardi gli investimenti effettuati nel corso del 2014 in ristrutturazioni e riqualificazione energetica: ad affermarlo è il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, sulla base dei dati raccolti dallo studio Cresme. Gli interventi oggetto di agevolazioni hanno portato a risultati misurabili anche dal punto di vista dell’occupazione, generando 425mila posti di lavoro tra diretto e indotto.

Attive nel 2015 e confermate per tutto il 2016, le detrazioni fiscali stanno contribuendo a cambiare il volto del mercato edile in questi anni: dal 2007 ad oggi il comparto ha perso un terzo del suo valore a causa del crollo del settore delle nuove costruzioni, mentre i lavori di recupero edilizio e di riqualificazione energetica incentivati hanno apportato un valore pari a 132 miliardi di euro.

Il 2014 si è rivelato un anno record, con 24.5 miliardi di euro spesi per le ristrutturazioni e 3.6 miliardi di euro spesi sfruttando l’ecobonus (tra questi tipi di interventi rientrano le sostituzioni e le installazioni di caldaie, infissi, pannelli solari, interventi di coibentazione termica). Le previsioni per il 2015 sono di un lieve calo, pur con livelli che si mantengono molto alti: 20.1 miliardi per le ristrutturazioni edilizie, 3.4 miliardi per l’ecobonus.

Un trend che lascia sperare in un ottimo andamento anche nel corso del 2016, condizione importante per poter sperare nella riconferma delle agevolazioni anche negli anni a venire. Stando alle parole del Presidente Realacci, ad ogni modo, le intenzioni sono positive: “C’è consenso in Parlamento sulla necessità di confermare ed allargare questa misura ad altri soggetti: edilizia sociale, condomini, imprese. E di ampliarla anche ad altri campi, quali il consolidamento antisismico e la bonifica dell’amianto. Su questo più volte ha confermato il proprio consenso e impegno il ministro delle Infrastrutture Delrio. La Legge di Stabilità è la sede adeguata per queste scelte”.

Del resto, a trarre vantaggio dall’Ecobonus sono sia i cittadini sia lo Stato: come sottolineato dal Presidente, i consumi di case appartenenti a classi energetiche diverse possono portare ad una differenza in bolletta pari a 1500 – 2000 euro annui. Immaginando di estendere il rapporto anche ad altri tipi di edifici, è facile immaginare la convenienza delle ristrutturazioni agevolate dall’ecobonus: le sole scuole, ad esempio, comportano consumi energetici pari a 1.300 milioni annui.

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