Da rifiuti a materia prima: nuova vita ai mozziconi di sigaretta

Abbandonato nell’ambiente, un mozzicone di sigaretta può richiedere fino a 12 anni per essere smaltito. In futuro, però, potrebbero vivere una seconda vita come materia prima per mobili o per manti stradali.

Appena pochi minuti per consumarla, fino a 12 anni per smaltirla: la sigaretta che con tanta facilità viene gettata a terra quando non si ha un cestino a disposizione può richiedere più di un decennio per essere completamente “digerita” dall’ambiente. Ordinanze, multe ad oggi non hanno saputo risolvere il problema di risvegliare la coscienza civile sul tema, sebbene l’abitudine di portare con sé appositi contenitori per le cicche di sigarette sia in crescente diffusione tra i fumatori.

E, se una singola sigaretta può essere vista come un problema minuscolo di fronte alle grandi cause di inquinamento ambientale, la prospettiva cambia repentinamente se si tiene conto che sono circa 1.5 miliardi i fumatori in tutto il mondo (dati Enea). Risultato? Nel Mediterraneo, ad esempio, i mozziconi di sigarette rappresentano il 40% dei rifiuti. Al loro interno si conservano i residui di ben 4000 sostanze chimiche irritanti, nocive, tossiche e cancerogene, che vanno a contaminare gli ambienti con i quali entrano in contatto.

Una soluzione per bloccare queste sostanze tossiche all’interno del filtro, impedendone la dispersione nell’ambiente, sembra però farsi strada, letteralmente: un team di ricercatori dell’Università di Melbourne ha recentemente dimostrato che i rifiuti di sigaretta possono essere utilizzati nella produzione di asfalto, per ridurre la conduttività termica del manto stradale. Gli scienziati hanno utilizzato i mozziconi incapsulandoli in bitume e paraffina, evitando così la dispersione di sostanze tossiche.

Lo studio australiano non è l’unica soluzione proposta: i due giovani designer Partners Jamie Hall e Johann Boedecker hanno trovato il modo di trasformare i mozziconi di sigaretta in mobili. Già famosi per la loro abilità di sfruttare rifiuti o schermi di smartphone per creare materie plastiche e modellare mobili di design, i due hanno annunciato di essere al lavoro su un acetato di cellulosa ottenuto dai filtri di sigarette, da utilizzare per le prossime creazioni.

Le prime soluzioni, insomma, sono in fase di test e si stanno affacciando sul mercato, ma una ulteriore risposta al problema deve assolutamente essere adottata a monte: è necessario che ogni fumatore sviluppi un senso etico sufficiente a scegliere di non fare del male all’ambiente in aggiunta a quello provocato a se stesso.

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