#Recovery #Green #Metal: l’Università di Cagliari estrae metalli preziosi dai rifiuti elettronici

Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Cagliari ha messo a punto il progetto #Recovery #Green #Metal, che mira a recuperare i metalli nobili dai rifiuti elettronici utilizzando un procedimento di lavorazione eco-compatibile.

Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Cagliari ha messo a punto il progetto #Recovery #Green #Metal, che mira a recuperare i metalli nobili dai rifiuti elettronici utilizzando un procedimento di lavorazione eco-compatibile.

Nulla come le apparecchiature elettroniche è soggetto a invecchiamento precoce. La tecnologia avanza rapidissimamente e il desiderio di rimanere al passo comporta un aumento esponenziale di RAEE, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ma siamo a conoscenza di cosa gettiamo via insieme al penultimo modello di smartphone, pc o stampante? Plastica, vetro, rame, alluminio e talvolta sostanze tossiche (mercurio, cadmio, piombo), estremamente pericolose per gli ecosistemi; ma anche materie nobili, soprattutto metalli (oro, argento, palladio, ecc.) e “terre rare”, di grande valore e di difficile, impattate estrazione. 

Ed ecco allora che trovare il modo di recuperare la materia prima seconda dai RAEE diventa non solo auspicabile, ma anche profittevole dal punto di vista tanto economico, quanto ambientale. Ne è consapevole il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Cagliari, che ha messo a punto il progetto #Recovery #Green #Metal

Quando i dispositivi hi-tech vengono dismessi, il che avviene con una frequenza sempre più elevata”, ha dichiarato Angela Serpe, ricercatrice e responsabile del progetto, “se opportunamente raccolti e trattati, possono rappresentare una vera e propria miniera urbana, cioè una delle principali sorgenti di materie prime seconde, come vengono definiti i metalli nobili: rari sulla crosta terrestre e in via di esaurimento”. Nel corso degli ultimi anni il gruppo di ricerca ha perfezionato un metodo basato sull’uso di reagenti di sintesi eco-sostenibili e brevettati a livello europeo. 

Sì, perché un’ulteriore problematica relativa all’estrazione delle ambite sostanze dai rifiuti deriva dal fatto che i metodi attualmente e comunemente in uso prevedono da un lato l’uso di reagenti molto aggressivi, dall’altro il successivo recupero dei singoli metalli mediante riduzione chimica o elettrochimica. Al contrario, la stessa Angela Serpe identifica nello stampo spiccatamente green una delle maggiori prerogative di #Recovery #Green #Metal: “in collaborazione con lo spin-off universitario 3R Metals Srl, siamo giunti a una versione capace di massimizzare gli aspetti di sostenibilità economica ed ambientale, basata sull’uso di reagenti sicuri, commerciali e riciclabili in condizioni operative blande”.

Un’iniziativa partecipata, resa possibile da un’azione di crowdfunding promossa da Tim: si tratta Withyouwedo, che ha permesso di avviare il progetto pilota dimostrando, allo stesso tempo, come quella di un trattamento ragionato dei RAEE sia una sfida comune, da vincere grazie a sinergie, in pieno accordo con le normative e gli obiettivi messi recentemente in campo dall’Europa. Raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici, innalzamento degli obiettivi di recupero e riciclaggio attraverso processi eco-friendly, obbligo di ritiro dei prodotti a fine vita da parte dei negozi specializzati con la formula, stringente ma necessaria, di ‘”uno contro zero” (ritiro dell’apparecchio a fine vita in assenza di nuovo acquisto): tutto per arginare le preoccupanti previsioni che ci vogliono, in un futuro molto prossimo, sommersi dai RAEE e a corto di risorse. 

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