Progetto Sinfonia: tra cinque anni Bolzano sarà la prima smart city d’Europa

Cofinanziato dall’Unione Europea, il progetto permetterà di abbattere i consumi di energia e aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili, dando vita ad un modello replicabile in moltissime altre città europee.

Cofinanziato dall’Unione Europea, il progetto permetterà di abbattere i consumi di energia e aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili, dando vita ad un modello replicabile in moltissime altre città europee.
 
Come saranno le città del futuro? Bolzano promette di mostrarcelo presto: aderendo al programma Sinfonia (Smart INitiative of cities Fully cOmmitted to iNvest In Advanced large-scaled energy solutions) si prepara a diventare la prima Smart City italiana. Il progetto ha carattere avanguardistico in Europa: insieme a Innsbruck, Bolzano è una delle due città pilota e sarà oggetto di trasformazione entro il 2019.
La scelta del Comune italiano non è stata casuale: con la sua forte impronta ecologica, l’attenzione al benessere e alla sostenibilità urbana, Bolzano è già da tempo riconosciuta come una delle città più vivibili in Italia e già si trova ad un ottimo punto di partenza per diventare un esempio di smart city al quale guardare da tutta Italia e dall’estero.
Gli obiettivi primari di Sinfonia, cofinanziato dall’Unione Europea e realizzato in collaborazione con il Comune di Bolzano, il centro di ricerca Eurac, l’Istituto per l’edilizia sociale, l’Agenzia Casa Clima e la Società elettrica altoatesina, sono fissati su scala quinquennale e prevedono una crescita del 20% dell’energia rinnovabile e l’abbattimento del 40 – 50% dell’energia attualmente consumata.
Una condizione cardine guida l’intero progetto: le soluzioni integrate messe a punto per il raggiungimento degli obiettivi devono essere replicabili su larga scala. Il modello di Bolzano farà dunque parte di un ristretto numero di soluzioni applicabili in altre città europee di medie dimensioni, che verranno testate in alcuni centri urbani definiti “aderenti della prima ora” (Boras, La Rochelle, Siviglia, Rosenheim e Pafos).
Dal punto di vista attuativo, la transizione di Bolzano verso una smart city si fonda su tre principali strumenti: l’estensione del teleriscaldamento, l’installazione di una rete di totem interattivi con sensori intelligenti e il risanamento dei vecchi edifici. Quest’ultimo fronte, in particolare, è degno di attenzione, soprattutto considerando la situazione italiana fotografata dal recente report Legambiente “Basta case colabrodo”, dal quale si evince quanto sia lunga ancora la strada da percorrere per il miglioramento energetico.
Ai totem viene affidato il cuore tecnologico di questo ambizioso progetto: 150 smart point saranno interattivi e forniranno energia per la ricarica dei piccoli dispositivi elettrici, ma raccoglieranno anche importanti dati sulla qualità dell’aria. Anche il teleriscaldamento prevede una gestione “intelligente”, con il monitoraggio dei flussi di consumi per 420 alloggi coinvolti in questa fase sperimentale, in modo tale da poter affinare ulteriormente la gestione eliminando gli sprechi e riducendo i consumi.
Su un punto, ad ogni modo, c’è assoluta fermezza: la consapevolezza che la città “intelligente” non può che essere resa tale dalla collaborazione dei suoi cittadini. Riunioni e mini corsi sono in programma per i cittadini inizialmente coinvolti, poiché la loro partecipazione attiva sarà chiave indispensabile per la buona riuscita della Sinfonia smart.
Alla fine del periodo di sperimentazione verranno monitorati i benefici raggiunti, ma anche i benefici percepiti dagli abitanti che ne avranno preso parte: sono loro, infatti, il cuore delle città e torneranno ad esserlo con un ruolo sempre più da protagonisti in futuro.

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