Oltre la “brown economy”, tutta l’industria può essere più verde

Cosa si intende realmente per Green Economy, e quale può essere il ruolo del sistema industriale nella ricerca di uno sviluppo realmente sostenibile?

di Andrea Lupo

Cosa si intende realmente per Green Economy, e quale può essere il ruolo del sistema industriale nella ricerca di uno sviluppo realmente sostenibile?

Con il documentoGreen Industry Initiative for Sustainable Industrial Development, UNIDO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, chiarisce i concetti di Green Economy e Green Industry e analizza le principali sfide che l’industria deve affrontare nel percorso verso lo sviluppo sostenibile.

Il punto di partenza è la definizione di Green Economy proposta dall’UNEP (il Programma Ambientale delle Nazioni Unite) nel 2011 ed oggi ampiamente condiviso, secondo cui per Green Economy si intende quella “che risulta nel miglioramento del benessere dell’uomo e dell’equità sociale, riducendo significativamente al contempo i rischi ambientali e le scarsità ecologiche. Nella sua espressione più semplice, una green economy può essere pensata come un’economia a ridotte emissioni di carbonio, efficiente nell’utilizzo delle risorse e socialmente inclusiva”.

Come si vede, si tratta di una definizione molto ampia che considera e analizza un modello di sviluppo sostenibile declinato in undici settori: quattro riguardanti l’investimento nel capitale naturale (agricoltura, pesca, acqua e foreste) e sei riguardanti i settori chiave per l’economia (energie rinnovabili, manifatturiero, rifiuti, edilizia, trasporti, turismo e città).

In questo ambito il ruolo dell’industria è fondamentale per la crescita economica, poiché fornisce cibo, trasporti, tecnologie, infrastrutture, edilizia e altri beni e servizi. E la Green Industry è la componente della Green Economy focalizzata su produzione e consumo.

In particolare, la Green Industry presuppone una produzione e uno sviluppo industriale che non generi danno al sistema naturale o alla salute umana, e che integri nelle attività d’impresa la considerazione delle tematiche ambientali, climatiche e sociali.

Secondo questa definizione, la Green Industry ha due componenti essenziali: la creazione di industrie “verdi” e il rendere più verdi le industrie esistenti. Questa seconda componente, in particolare, ha un ruolo cruciale con un focus a lungo termine sul miglioramento continuo delle performance ambientali, indipendentemente dal settore, dalla taglia e dalla localizzazione.

Questo si può ottenere migliorando l’efficienza delle produzioni, minimizzando l’impatto ambientale riducendo l’impiego di risorse e la generazione di rifiuti, e minimizzando i rischi per la salute.  

E questo dell’industria più verde nel suo complesso è un concetto chiave, poiché sancisce di fatto il superamento di una fuorviante dicotomia tra brown e green industry. Ciò significa infatti riconoscere a tutta l’industria, a fronte naturalmente di un obiettivo di sostenibilità a lungo termine, la dignità che le compete in termini di sviluppo e progresso dell’umanità nel suo complesso.

Un altro elemento essenziale del documento UNIDO, è il riconoscimento della crescita economica quale obiettivo della Green Economy. Una crescita economica che però può definirsi sostenibile solo se questa è separata da una corrispondente crescita dell’utilizzo delle risorse e dell’impatto sull’ambiente.

Ed è questa la sfida principale che l’industria si trova a dover affrontare. Una sfida che può riassumersi nel concetto di “more with less”, fare di più con meno. Ovvero creare più valore con minore impatto ambientale e una maggiore efficienza economica. 

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