Nasce Movement, piattaforma open data di Uber: dati sul traffico a disposizione di tutti

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Uber ha annunciato il lancio di Movement: la piattaforma metterà a disposizione di tutti i dati relativi al traffico generato durante le corse dei propri autisti. Lo scopo è quello di migliorare la mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Uber strizza un occhio alle amministrazioni e alla mobilità sostenibile. Il colosso della sharing economy ha infatti annunciato di voler mettere gratuitamente a disposizione di istituzioni, università, enti di ricerca, esperti del settore e interessati i dati del traffico urbano generato durante le proprie corse.

Il progetto, sostanzialmente una piattaforma open data online, si chiama Uber Movement e i suoi risultati- raccolti grazie ai localizzatori gps, aggregati e resi anonimi per salvaguardare la privacy- intendono facilitare la decodifica e la comprensione dei flussi di traffico. Con Uber Movement si potranno infatti analizzare e confrontare le condizioni di viaggio nei diversi momenti della giornata, la variazione nei diversi giorni della settimana o mesi dell’anno, e in che modo i tempi di percorrenza sono influenzati, ad esempio, da grandi eventi o strade chiuse. Lo scopo? Rendere più efficiente e sostenibile il sistema della urban mobility grazie a interventi mirati nelle zone in cui vi è effettiva necessità.

Molte le implicazioni potenzialmente positive sull’ambiente, la sicurezza della cittadinanza e la conseguente vivibilità delle aree urbane: decongestionamento del traffico, promozione di zone pedonali o a traffico limitato in punti nevralgici, con un annesso abbattimento del volume di emissioni inquinanti.

Boston, Manila, Sydney e Washington sono le prime quattro città coinvolte dall’iniziativa. Ma non sarà che l’inizio, posto che Uber, ad oggi, opera in oltre 450 località sparse in tutto il mondo.

“Si tratta solo del primo passo” si legge sul sito dedicato. “Gli amministratori delle città devono affrontare molte sfide e speriamo di poterli aiutare ancora di più in futuro. Siamo felici di collaborare con le pubbliche amministrazioni, le organizzazioni di ricerca e chi si occupa dei centri urbani mettendo a disposizione funzionalità che chi gestisce oggi il sistema dei trasporti necessita”.

Una dichiarazione d’intenti che parla di collaborazione e know-how condiviso: ma come verrà accolto nei fatti Uber Movement? Considerati gli attriti e le tensioni che da sempre e da più parti hanno accompagnato il cammino di Uber nel rapporto con le amministrazioni e le associazioni di categoria, non resta che aspettare l’evoluzione del progetto, e augurarsi che il bacino gratuito di informazioni raccolte dall’azienda nell’arco di oltre sei anni venga sfruttato al meglio.

 

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