Prevedere e mitigare i cataclismi grazie alle onde sonore

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Una ricerca dell’Università di Cardiff, condotta dal Professor Usama Kadri, ha rivelato come la corretta adozione di onde di gravità acustiche (AGWs) possa essere funzionale a mitigare gli tsunami, dissipandone l’energia distruttiva prima che si abbatta sulla battigia.

Fermare gli tsunami. Ridurne la portata devastatrice prima che colpiscano la battigia, disperdendone l’intensità. Secondo il Dottor Usama Kadri, che ha condotto una ricerca per l’Università di Cardiff, tale impresa è possibile grazie all’ausilio di onde sonore sparate nella profondità dell’oceano in direzione della massa d’acqua in arrivo. Nello specifico, si tratta di onde di gravità acustiche (AGWs). Potrebbero essere utilizzate per salvare vite umane e salvaguardare l’ambiente dalla potenza distruttiva degli tsunami innescati da terremoti, smottamento o altri eventi geologici catastrofici alla base di migliaia di rifugiati ambientali.

Le cosiddette AGWs sono onde sonore naturali che si muovono nella profondità dell’Oceano alla velocità della luce. Possono viaggiare migliaia di metri al di sotto della superficie del mare e misurare decine o persino centinaia di chilometri di lunghezza. Forme di vita come il plancton, incapaci di nuotare in direzione opposta a una corrente, fanno affidamento sui loro movimenti per migliorare la propria capacità di reperire cibo.

L’obiettivo della ricerca di Usama Kadri, pubblicata sulla rivista Heliyon, è condurre e direzionare queste onde. Riuscendoci, e incanalandole in direzione di uno tsunami, andrebbero a creare una reazione contrastante che ne ridurrebbe estensione e dimensioni, causando la dissipazione della sua energia in un’area molto vasta. A quel punto, nel momento in cui lo tsunami raggiungerà la battigia, la forza ridotta della sua portata minimizzerebbe il danno causato all’ecosistema e ai civili.

Secondo Kadri, tale azione di contrasto tramite onde di gravità acustiche potrebbe essere ripetuta continuamente fino a quando lo tsunami non venga completamente disperso. “Nelle ultime due decadi – sottolinea Kadri – gli tsunami sono stati responsabili della perdita di quasi mezzo milione di vite umane, con ingenti effetti distruttivi a lungo termine sull’ambiente”. Per chi fosse poco sensibile al tema, le devastazioni conseguenti sono altresì all’origine di ripercussioni critiche sulla finanza globale.

Ma è difficile non essere sensibili a una scoperta teorica che, se messa in pratica, potrebbe evitare stragi come quella del dicembre 2004 nell’Oceano Indiano, quando a seguito di un devastante tsunami, nato da un terremoto di magnitudo 9, si ebbe uno dei disastri naturali più mortali della Storia recente, causa di oltre 230mila morti e quattordici nazioni colpite. Quella volta, l’energia rilasciata sulla superficie terrestre dall’unione dei cataclismi, fu stimata essere equivalente a una forza 1500 volte superiore alla bomba atomica sganciata su Hiroshima.

Al fine di utilizzare le onde di gravità acustiche per la mitigazione degli tsunami, gli ingegneri dovranno anzitutto affrontare una sfida non semplice: ideare degli accurati trasmettitori o dei modulatori ad alta frequenza adatti allo scopo. Inoltre, potrebbe anche essere possibile sfruttare le onde di gravità acustiche che si generano naturalmente nell’Oceano quando si manifesta un potente evento geologico, come un terremoto, sostanzialmente usando i processi naturali come “arma” per difendersi contro la natura stessa.

Il team di ricercatori di Kadri ha già ideato un sistema di rilevamento, basato proprio sulle onde di gravità acustiche naturali, pensato per essere adagiato sui fondali al fine di prevedere la formazione di uno tsunami. “Una delle difficoltà nella realizzazione pratica delle nostre teorie” – conclude Kadri – sarà generare una quantità di energia sufficiente per poter effettivamente contrastare uno tsunami. Tuttavia, questo studio ha già fornito un’evidenza teorica che dimostra come sia possibile mitigarli, ridistribuendone l’enorme quantitativo di energia in modo da renderli innocui”.

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