Leonardo Di Caprio, il riscaldamento globale alla notte degli Oscar

Alla cerimonia di premiazione degli Oscar, Leonardo Di Caprio ha dedicato buona parte del suo discorso di ringraziamento alla necessità di combattere il riscaldamento globale. Un tema ambientale che solo recentemente sta vivendo una progressiva presa di consapevolezza sulla scena politica internazionale.

Alla cerimonia di premiazione degli Oscar, Leonardo Di Caprio ha dedicato buona parte del suo discorso di ringraziamento alla necessità di combattere il riscaldamento globale. Un tema ambientale che solo recentemente sta vivendo una progressiva presa di consapevolezza sulla scena politica internazionale.

Si è scherzato molto, in vista dell’ottantottesima edizione della notte degli Oscar, su Leonardo Di Caprio, sulle quattro precedenti nomination non concretizzate, e su quella statuetta dorata che sembrava non dovergli appartenere mai. E invece, a dispetto degli scatenati creatori di gif animate che nell’ultimo periodo non hanno lesinato su meme e immagini umoristiche a tema, lo scorso 28 febbraio l’attore statunitense è stato finalmente insignito del prestigioso riconoscimento come Migliore Attore Protagonista per “The Revenant- Redivivo” di Alejandro González Iñárritu.

Fino a qui, al di là dell’aneddoto divertente sull’attesa protratta, nulla di mai visto. A essere senza precedenti è stato, invece, il modo in cui Di Caprio ha deciso di impiegare il tempo concessogli di diritto per il tradizionale discorso di ringraziamento sotto i riflettori del palcoscenico del Dolby Theather.

Nessuna auto-celebrazione, riferimenti tra il futile e il faceto ridotti al minimo, ma una dichiarazione di rispetto per l’ambiente e le popolazioni svantaggiate, una denuncia sul cambiamento climatico in corso e un appello ad agire per contrastare attivamente il problema.

Vale la pena riportare una traduzione delle sue parole: “Girare The Revenant è stato occuparsi della relazione tra l’uomo e il mondo naturale. Un mondo che abbiamo collettivamente percepito, nel 2015, come l’anno più caldo di sempre. La nostra produzione ha avuto bisogno di spostarsi fino alla punta più meridionale di questo pianeta solo per trovare la neve. I cambiamenti climatici sono reali, stanno accadendo in questo momento. È il pericolo più grave che la nostra intera specie si trova ad affrontare, e dobbiamo lavorare insieme e smettere di procrastinare. Dobbiamo appoggiare leader politici mondiali che non parlino a nome dei grandi inquinatori ma a nome dell’intera umanità, a nome dei popoli indigeni e dei miliardi e miliardi di persone non privilegiate là fuori che saranno anche quelle maggiormente colpite. Per i figli dei nostri figli, e per quelle persone le cui voci sono state soffocate dalle politiche dell’avarizia. Ringrazio tutti voi per il meraviglioso premio di questa sera. Non prendiamo per scontato questo pianeta. Io non prendo questa sera per scontata”.

Leonardo Di Caprio è impegnato in campo ambientale da anni: il suo sito personale e la fondazione che porta il suo nome si adoperano in tal senso, la sua società di produzione Appian Way Productions sostiene progetti cinematografici a tematica green su scala internazionale e l’attore è, in prima persona, ambasciatore Onu contro i cambiamenti climatici.

Ma la presa di coscienza sul riscaldamento globale è storia recente. I propositi assunti in vista della COP21, le call to action e gli appelli alle istituzioni da parte delle maggiori personalità mondiali in campo politico-religioso, le opere artistico-cinematografiche di denuncia in materia, la stessa risonanza concessa alla Conferenza sul Clima di Parigi: tutto questo ha operato negli ultimi mesi affinché il cambiamento climatico abbandonasse il suo stato di ipotesi dibattuta per acquisire via via la meritata condizione di dato di fatto meritevole di attenzione.

Fino a salire, per sensibilità e scelta di un attore impegnato, sul prestigioso pulpito degli Academy Awards. Alla soddisfazione di Di Caprio per la sospirata vittoria, dunque, si aggiunge un auspicio importante: che l’Oscar sia arrivato per il film giusto e al momento giusto, nell’anno in cui, almeno sulla carta, le orecchie del grande pubblico sono state adeguatamente preparate ad ascoltarlo.

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