LabelPackA+ nuovo obbligo di etichetta energetica per le caldaie

Le caldaie e gli impianti di riscaldamento sono tra le principali cause di inquinamento atmosferico. La nuova certificazione Labelpack mira a ridurre le emissioni europee entro il 2020 per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Le caldaie e gli impianti di riscaldamento sono tra le principali cause di inquinamento atmosferico. La nuova certificazione Labelpack mira a ridurre le emissioni europee entro il 2020 per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Superano i 19 milioni le caldaie installate in Italia; di queste, gran parte ha più di 15 anni di vita. Ogni anno appena il 50% delle nuove installazioni riguarda caldaie a condensazione dall’elevata efficienza. Una situazione che mette ad elevato rischio non solo l’ambiente, ma anche la salute: insieme alle auto, le caldaie sono la principale causa di innalzamento dei livelli di polveri sottili nell’aria.

Per sensibilizzare i cittadini su questo tema e per favorire la scelta consapevole degli impianti di riscaldamento domestico è arrivata da qualche giorno anche in Italia LabelPackA+, etichetta energetica europea che favorisce la chiara comunicazione dell’impatto ambientale e dell’efficienza degli impianti.

A partire dallo scorso 26 settembre, sono stati introdotti due tipi di etichetta: il primo deve essere apposto dal produttore su tutti gli apparecchi per la produzione di calore e acqua calda sanitaria con potenza inferiore ai 70 Kw, inclusi i pannelli solari dotati di serbatoi con capacità inferiore ai 500 lt. Ad eccezione dei sistemi a biomassa, non è più possibile immettere sul mercato prodotti privi della certificazione LabelPack. Il secondo tipo, invece, è responsabilità dell’installatore e certifica l’impatto ambientale complessivo dell’impianto realizzato.

Aderendo al progetto europeo LabalPackA+, Legambiente e Assolterm si sono fatti promotori della corretta informazione nei confronti della normativa. Le due associazioni prevedono la messa in campo di attività volte alla formazione e al supporto di rivenditori e installatori. Il sistema di classificazione dell’impatto energetico richiama quello, già noto ormai ai cittadini, dell’efficienza energetica domestica, con una scala che va dalla classe G per gli impianti meno efficienti e più inquinanti, fino ad A+++ per i prodotti e gli impianti più performanti.

Tra gli obiettivi del progetto, finanziato all’interno del programma Horizon2020, vi è anche la sensibilizzazione e l’informazione dei cittadini, al fine di affiancarli nella scelta consapevole di prodotti e impianti. I risultati previsti sono di grande impatto: data la grande diffusione di impianti datati e ancora altamente inquinanti in tutta Europa, entro il 2020 ci si aspettano ottimi numeri nonostante gli impianti sostituiti saranno solo una parte di quelli attualmente in uso.

“Tra cinque anni il risparmio energetico in Europa sarà pari all’energia prodotta da 47 reattori nucleari del tipo di Fukushima, ovvero 56 milioni di Tep, che si tradurranno in 400 euro all’anno mediamente risparmiati per le famiglie”, afferma Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente.

Ancor più che al portafoglio, la nuova etichetta e la conseguente maggiore consapevolezza faranno bene all’ambiente e alla salute dei cittadini. Il più recente rapporto sulla qualità dell’aria, presentato in aprile, ha rivelato che l’inquinamento atmosferico è causa di 33mila morti all’anno sul territorio italiano. Un fenomeno che possiamo e dobbiamo contrastare quotidianamente anche attraverso scelte consapevoli.

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