Qual è lo stato ambientale in Italia?

Il 20 marzo 2018, alla Camera dei Deputati, è stato presentato l'”Annuario dei dati ambientali” Ispra, giunto alla XV edizione, e il primo “Rapporto Ambiente” del Sistema nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA): vediamo cosa emerge da questi report.

L’Annuario dei dati ambientali ISPRA rappresenta una vera e propria fotografia delle tendenze relative alle questioni ambientali.
Accanto a questo rapporto, presentato alla Camera dei Deputati con la presenza di alcune delle massime autorità dello Stato, è stato presentato anche il Rapporto Ambiente – SNPA, ad un anno dall’entrata in vigore della Legge 132/2016.

Molti sono i temi presi in considerazione, dall’agricoltura all’industria, dall’inquinamento atmosferico alla qualità delle acque. Cerchiamo ora di fare ordine e di capire quali sono le risposte e le soluzioni che possiamo cogliere da questi dati.

Facciamo un quadro generale: partendo dal clima, il 2017 è stato caratterizzato da condizioni siccitose e precipitazioni di forte intensità.
La qualità dell’aria è in significativo miglioramento, anche se le condizioni restano piuttosto gravi: tra le sostanze inquinanti maggiormente presenti, il particolato atmosferico (il 40% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero) e il biossido di azoto (il 13% delle stazioni non rispetta il valore limite giornaliero), che (troppo) spesso superano i limiti imposti dalla legge.

Trend in discesa anche per le emissioni delle autovetture: in particolar modo, nel 2015 le emissioni di CO2 sono scese notevolmente, raggiungendo i 115,1 grammi di CO2 per km.

Parlando dei nuclei urbani, una delle problematiche più sentite (e denunciate) dai cittadini ha a che fare con l’inquinamento acustico. Da segnalare, infatti, che nel 2016 circa 93 controlli su 100 delle ARPA/APPA sono stati svolti a seguito di esposti della cittadinanza e nel 40,6% di sorgenti controllate sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi.

I superamenti dei limiti di legge sono in calo, ma solo il 59% dei Comuni ha approvato un piano di classificazione acustica.

Sempre in relazione ai nuclei urbani, cresce del 2% la produzione di rifiuti: la produzione pro capite passa da 487 kg/abit. nel 2015 a 497 kg/abit. nel 2016. La raccolta differenziata si attesta, invece, al 52,5% della produzione totale dei rifiuti urbani.
Circa la gestione dei rifiuti, i dati ci dicono che lo smaltimento in discarica interessa il 25% dei rifiuti urbani prodotti.

Segnaliamo, in questo frangente, un altro input significativo che riguarda l’investimento sull’economia circolare, che coinvolge le comunità montane. Interessante il punto di vista di Erminio Quartiani, vicepresidente del Club Alpino Italiano (CAI):

“Il dato che più del 10% del territorio nazionale è attualmente protetto, ci fa dire che è giusta la direzione CAI di occuparsi sempre più dello sviluppo territoriale delle aree montane attraverso un impegno diretto diretto dei nostri Soci nelle strategie dei Parchi. Interessante poi il fatto che dal 2025 anche in Italia entrerà in vigore la Direttiva Europea secondo la quale non potranno essere conferiti in discarica più del 10% dei rifiuti. Ciò significa che dobbiamo dare vita a un’economia circolare di riciclo importante, che dovrà riguardare anche le aree montane, e non solo quelle urbane”.

Chiudiamo l’analisi dei dati con le condizioni delle nostre acque: Il 43% dei fiumi e il 20% dei laghi raggiungono l’obiettivo di qualità per stato ecologico; il 75% dei fiumi e il 48% dei laghi, invece, raggiungono l’obiettivo di qualità per lo stato chimico.

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