Intervista a Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente

A poche ore dall’inizio del X Congresso Nazionale, che si svolgerà a Milano dal 11 al 13 Dicembre, abbiamo incontrato Vittorio Cogliati Dezza, attuale Presidente di Legambiente.

A poche ore dall’inizio del X Congresso Nazionale, che si svolgerà a Milano dal 11 al 13 Dicembre, abbiamo incontrato Vittorio Cogliati Dezza, attuale Presidente di Legambiente.

Fondata nel 1980, Legambiente si occupa da piu’ di quarant’anni di ambientalismo scientifico e volontariato. Grazie all’attività di centinaia di circoli sparsi su tutto il territorio nazionale, l’associazione  del cigno verde affronta un ampio raggio di tematiche ambientali e diffonde pratiche di educazione ambientale, coinvolgimento e sensibilizzazione. A poche ore dall’inizio del X Congresso Nazionale, che si svolgerà a Milano dal 11 al 13 Dicembre, abbiamo incontrato Vittorio Cogliati Dezza, attuale Presidente di Legambiente.

Il vostro prossimo Congresso ha come tema il cambiamento. Lei è stato eletto Presidente nazionale per la prima volta nel 2007, da allora, lo scenario socio-economico nazionale ed internazionale è profondamente mutato. In relazione ai temi della salvaguardia ambientale e delle sostenibilità, quali sono, a suo avviso, gli elementi di cambiamento più significativi che ha affrontato il nostro Paese negli ultimi 8 anni?

Innanzi tutto non possiamo non ricordare l’approvazione del Disegno di Legge sui reati ambientali reati ambientali che ha visto la luce quest’anno dopo 20 anni di battaglie condotte in primis dalla nostra associazione. L’adeguamento normativo permetterà ora di perseguire e punire con maggiore velocità e efficacia gli ecocriminali. In secondo luogo vorrei evidenziare il contributo che le fonti rinnovabili hanno dato al nostro sistema energetico passando dal 16 al 40%, con conseguenze significative nella società e nell’economia. Mentre parliamo poi, si sta svolgendo a Parigi la Cop 21, la conferenza mondiale sul clima che non può finire con il “nulla di fatto o quasi” che ha caratterizzato gli altri appuntamenti internazionali precedenti. Nessuno, in nessuna parte del mondo può più sostenere che il problema dei cambiamenti climatici e della febbre del Pianeta sia un problema relativo e non sostanziale. Questo è un cambiamento epocale anche se la consapevolezza è dovuta soprattutto all’evidenza dei danni che gli sconvolgimenti climatici stanno portando in tante parti del mondo. Dopo il contributo portato dall’enciclica Laudato sii, nessuno potrà più negare che intorno alla questione climatica si intrecciano problemi strategici che coinvolgono le più grandi emergenze di questi anni: la guerra, la povertà, le catastrofi ambientali, la disoccupazione. Rispetto al passato però abbiamo oggi la possibilità di costruire un futuro diverso, un’economia fossil free con specifiche tecnologie, competenze, filiere industriali e domanda di mercato.

Dalla sua fondazione, Legambiente basa il proprio lavoro sull’ambientalismo scientifico. Quali sono secondo lei le principali emergenze ambientali per L’Italia?

A parte la già citata emergenza climatica, direi il dissesto idrogeologico, un fenomeno che va contrastato con programmazione, investimenti veri, delocalizzazioni e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Un’altra emergenza è quella della gestione dei rifiuti. In Italia abbiamo oltre 1500 comuni campioni nella raccolta differenziata, pari al 16% del totale, eppure ancora oggi il 31% del totale finisce in discarica e il 17% viene incenerito. In questo senso, un vero cambio di passo si potrà ottenere solo rivedendo il principio di penalità e premialità economica nel ciclo dei rifiuti. Nel nostro Paese c’è poi ancora gravissima l’emergenza amianto, con oltre 32 milioni di tonnellate di fibra killer diffuse sul territorio, che richiede urgenti interventi di bonifica. Altra questione di primaria importanza riguarda la depurazione delle acque: l’inquinamento dei nostri mari è causato essenzialmente da scarichi non depurati. Una conseguenza diretta della mancanza di un trattamento di depurazione adeguato, che ancora coinvolge il 42% degli scarichi fognari del nostro Paese, con impatti negativi sull’ambiente e sull’economia, viste le sanzioni Ue che, si stima siano pari 476 milioni di euro l’anno dal 2016 e fino al completamento delle opere.

Altro aspetto peculiare della sua Associazione, è la presenza capillare su tutto il territorio nazionale. Qual’è il ruolo del volontariato ambientale in Italia in termini di numeri e prospettive future?

Il volontariato rappresenta una leva importante di cambiamento e il suo valore sta anche nell’essere luogo di intreccio di competenze, di visioni, di risposte sociali a istanze collettive. Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati Istat, sono circa sei milioni gli italiani che hanno svolto un lavoro volontario. La maggior parte, oltre 4 milioni, lo hanno fatto all’interno di organizzazioni e i restanti direttamente a favore di altre persone, della comunità o dell’ambiente. In questi anni Legambiente ha dimostrato proprio l’importante contributo che il volontariato ambientale dà alla società attraverso campagne come Puliamo il Mondo, Spiagge e Fondali pulite, Nontiscordardimè- Scuole pulite che raccolgono sempre una grande partecipazione pubblica. La gente ha voglia di “sporcarsi le mani” di fare qualcosa di concreto per l’ambiente e per il futuro del Paese. Per questo crediamo sia indispensabile favorire sempre di più azioni e campagne che mettano al centro il volontariato, leva e motore di cambiamento.

Quali sono gli argomenti principali che volete evidenziare in questo decimo Congresso Nazionale? Quali  sono i contenuti che volete portare all’attenzione della politica e alla Società civile?

Non a caso abbiamo scelto come titolo “l’era del cambiamento” lanciando una sfida e una provocazione: una provocazione contro tutti coloro che si sentono moderni perché usano le nuove tecnologie della comunicazione, e una sfida perché l’ambientalismo, che vive nell’era del cambiamento e ne vuole essere vettore e trampolino, deve confrontarsi con la modernità. I temi principali di cui parleremo e che porteremo all’attenzione della politica e della società civile sono: l’economia circolare e sociale, il volontariato e  il Mediterraneo, che rappresenta uno dei campi fondamentali in cui operare, hotspot geo-politico e centro nevralgico per tenere insieme la battaglia per il clima e quella contro la povertà. Con questo decimo Congresso vogliamo inoltre evidenziare l’importanza dell’agricoltura moderna che valorizza la qualità e la sostenibilità e quella delle fonti rinnovabili che vediamo al centro di una nuova politica energetica, orientata verso l’abbandono delle fonti fossili.

Vittorio Cogliati Dezza, nato a Roma nel 1951, laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, dal dicembre 2007 è Presidente Nazionale di Legambiente. Nel 1986 ha iniziato la collaborazione con La Nuova Ecologia, per la quale ha curato rubriche, servizi e pubblicazioni sui temi dell’educazione e della formazione in campo ambientale. Nel 1987, ha inaugurato l’avvio del Settore Scuola di Legambiente, che ha diretto fino al 2000, quando lo ha trasformato nell’associazione professionale di insegnanti ed educatori Legambiente Scuola e Formazione di cui è stato, fino al 2007, Responsabile Nazionale. È autore del volume “Un mondo tutto attaccato” (F. Angeli, Milano, 1993).

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!