Sempre più italiani vanno in bici al lavoro

Andare in bici al lavoro

La percentuale degli impiegati italiani che decidono di usare la bici come mezzo per recarsi al lavoro è aumentata in maniera esponenziale.

Infatti, secondo i dati della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab), nel 2011 in Italia sono state vendute più biciclette che auto.

La percentuale degli impiegati italiani che decidono di usare la bici come mezzo per recarsi al lavoro è aumentata in maniera esponenziale.

Infatti, secondo i dati della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab), nel 2011 in Italia sono state vendute più biciclette che auto.

Questo è un elemento significativo, che rende palese in primis la decisione di combattere il caro benzina e fuggire alla crisi. In secondo luogo emerge la “riscoperta” di uno stile di vita sostenibile da parte dagli italiani.

La Fiab ha attuato un’indagine statistica a cura di Andrea Scagni, docente di statistica all’Università di Torino, con lo scopo principale di creare l’identikit del “ciclista tipo”, che preferisce utilizzare la bici come mezzo di trasporto.

I dati sono stati importati da un campione di oltre 11 mila ciclisti in tutta Italia, intervistati attraverso questionari cartacei o grazie alla rilevazione telematica online.

“Pedalare in Italia è ancora una corsa ad ostacoli – afferma Scagni – e solo un ciclista su cinque ritiene che sia tutto a posto. Il resto combatte quotidianamente con difficoltà risolvibili ma che richiedono coraggio di chi amministra localmente e lungimiranza a livello nazionale per promuovere e guidare, con un progetto organico e complessivo, gli sforzi locali. Tra i problemi spiccano il pericolo per la propria incolumità, il cattivo fondo stradale e il rischio di furto”.

Quindi come mai gli italiani non rinunciano alla bici nonostante tutto? Più del 70% ritiene che sia piacevole e che faccia bene alla salute muoversi in bicicletta, il 58% preferisce questo mezzo di trasporto perché “non inquina”, è più veloce e si evitano problemi di parcheggio (secondo il 45%) e per motivi economici (secondo quasi il 30%).

Secondo Scagni, è interessante notare che l’uso della bici non comporta limiti di ceto sociale o culturale. Dalle statistiche emerge che il numero più elevato di ciclisti è dato da impiegati (quasi il 45%), e che oltre il 60% utilizza molto questo mezzo per recarsi al lavoro e si spostano regolarmente per andare ad appuntamenti o commissioni (circa il 75%). Infine , è risultato che solo un quarto dei ciclisti “urbani ”rinuncia alla bici durante i mesi invernali.

Però, affiorano differenze geografiche nell’uso di bicicletta sul territorio italiano. Ad esempio, le regioni con la percentuale più alta di ciclisti soddisfatti delle infrastrutture e territori adibiti per le attività di ciclismo sono al nord Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna; per quanto riguarda il centro – sud , la Puglia e le Marche manifestano più di altri la volontà di adeguarsi alla mobilità sostenibile e stanno attuando piani di miglioramento per gli spostamenti dei ciclisti.

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