Il passaggio verso l’irrigazione efficiente e l’agricoltura tecnologica

Di fronte al problema della variabilità climatica e della difficoltà di approvvigionamento idrico, l’agricoltura diventa tecnologica: per ottimizzare efficienza e costi della produzione agricola.

Di fronte al problema della variabilità climatica e della difficoltà di approvvigionamento idrico, l’agricoltura diventa tecnologica: per ottimizzare efficienza e costi della produzione agricola.

Nel prossimo futuro, di fronte a una crescita demografica costante ed a una riduzione del suolo coltivabile pro-capite, il fabbisogno di cibo è destinato ad aumentare, mentre diminuiranno le risorse a disposizione. E se sono sempre più attivi e diffusi i comportamenti sostenibili finalizzati a contrastare le emissioni e l’inquinamento, non è semplice prevedere e affrontare l’attuale problema dominante dell’agricoltura: la variabilità climatica.

Alcune aree si stanno infatti desertificando, rendendo necessaria una ridistribuzione delle colture in quelle zone in cui cominciano a sorgere condizioni più favorevoli. “La tropicalizzazione sta portando con sé nuove specie di insetti, patogeni o infestanti, spesso provenienti dall’Africa, che passano da un habitat all’altro sull’onda del cambiamento climatico”, spiega a Nonsoloambiente Roberto Confalonieri, Professore di Agronomia e Sistemi Colturali alla Statale di Milano.

In particolare, l’imprevedibile alternarsi di annate aride ad altre particolarmente piovose contribuisce a una crescente difficoltà di approvvigionamento idrico. Di conseguenza, con le falde acquifere già sfruttate fino all’osso e un settore primario che è il maggior consumatore d’acqua in assoluto – secondo i dati della Fao soltanto i campi rappresentano il 70% dell’assorbimento idrico nazionale – adoperarsi per rendere il più efficiente possibile l’utilizzo della risorsa diventa una priorità.

Le tecniche tradizionali di gestione dell’acqua – irrigazione ad aspersione e irrigazione a scorrimento – comportano enormi sprechi e alti costi energetici, causando peraltro la sgradita complicazione del compattamento del suolo. Il passaggio all’irrigazione a goccia dovrebbe consentire di evitare lo stress delle piante e di limitare, con i dovuti accorgimenti, il proliferare delle micro-tossine, nonché la percolazione di nitrati e di altre molecole di sintesi legate ai fitofarmaci.

Far adottare tale nuova tecnica irrigua, affiancandola con sistemi di supporto decisionale a rilevazione tecnologica che guideranno gli agricoltori ad agire in modo da massimizzare le rese a seconda delle specificità del suolo, è anche uno degli scopi del progetto AquaTEK®, promosso da un team di sviluppo guidato da Monsanto e composto da Netafim Italia, Hydrobio Inc. e l’Università degli Studi di Milano.

In generale, il contesto mutevole e la tecnologia stanno modificando il modo di fare agricoltura. “In questo momento gli agricoltori sono sotto pressione” – sostiene Confalonieri – “perché da un punto di vista legislativo è aumentato il numero di norme volte a garantire un’agricoltura sostenibile, e da quello commerciale il mercato impone di avere degli standard qualitativi sempre più elevati sulle produzioni”.

“Inoltre”, prosegue Confalonieri, “con annate così imprevedibili dal punto di vista climatico gli agricoltori fanno molta più fatica a standardizzare le gestioni, per cui diventa necessario cercare di raccogliere tante informazioni”. Se fino a un decennio fa, da parte degli imprenditori agricoli, c’era molta diffidenza a dare credito a proposte di servizi integrati, adesso “l’agricoltore è costretto ad accettare l’ausilio della tecnologia, e i servizi ad alto valore aggiunto risultano sempre più richiesti”, conclude. In sostanza, si sta creando un vero e proprio nuovo mercato costruito sull’evoluzione tecnologica, sempre più imprescindibile anche per un’attività millenaria come l’agricoltura.

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