Green Growth: la sfida dei cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici e crescita economica. Se ne è parlato nel corso del convegno “Green Growth: Nuove strategie per lo sviluppo” che si è svolto a Roma in presenza di Sir David King e altri relatori del settore pubblico e privato.

Cambiamenti climatici e crescita economica. Se ne è parlato nel corso del convegno “Green Growth: Nuove strategie per lo sviluppo” che si è svolto a Roma in presenza di Sir David King e altri relatori del settore pubblico e privato.

Sarà il 2025 l’anno del nuovo inizio. Ne è convinto Sir David King, Rappresentante Speciale UK per i cambiamenti climatici, intervenuto nel corso del convegno “Green Growth: Nuove strategie per lo sviluppo” che si è svolto lo scorso 9 marzo a Roma in Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico in Italia Cristopher Prentice.

Cambiamenti climatici e crescita economica. Due sfide enormi che richiedono una risposta coordinata a livello globale. Il 2015 rappresenta un anno decisivo. A dicembre è in programma a Parigi il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Potrebbe rappresentare l’ultima occasione per un accordo globale che contenga a 2 gradi centigradi l’aumento delle temperature. E i segnali di allarme, per quanto riguarda il quadro economico globale, non mancano.

Nel corso del dibattito a Villa Wolkonsky, moderato da Rachel Sanderson giornalista del Financial Times, si è parlato di quale relazione possa esserci tra questi due grandi temi: cambiamenti climatici e crescita economica.
Sir David King ha offerto un punto di vista ottimista di fronte a quella che ha definito una vera e propria “minaccia esistenziale”. Secondo lo “special advisor” del governo britannico per i cambiamenti climatici, infatti, nel 2025 si raggiungerà un punto in cui, ovunque nel mondo, il modo più conveniente per produrre elettricità sarà un mix di fonti rinnovabili, stoccaggio dell’energia e reti di distribuzione intelligente. Ed è convinto che le energie rinnovabili rappresentino il futuro non solo per il benessere del Pianeta, ma anche per la crescita e l’occupazione.

Allo stesso modo Daniele Viappiani, Economic Advisor New Climate Economy Report, ha utilizzato i dati del “New Climate Economy Report” per sottolineare che non vi è alcuna necessità di scegliere tra ambiente e crescita economica. Ha infatti sostenuto che gli investimenti in nuove infrastrutture sono la chiave per ridurre le emissioni e incentivare l’economia. Il rapporto, un’iniziativa globale messa insieme da economisti provenienti da sette paesi diversi, stabilisce un piano d’azione globale in dieci punti e conclude che tutti i paesi, ad ogni livello di reddito, hanno l’opportunità di realizzare una duratura crescita economica e nel contempo ridurre i rischi del cambiamento climatico. Ciò è possibile grazie ai cambiamenti strutturali e tecnologici che si stanno svolgendo nell’economia globale, e dalle opportunità di una maggiore efficienza economica.

Il convegno “Green Growth: Nuove strategie per lo Sviluppo” ha coinvolto diversi relatori del settore pubblico e privato: Francesco La Camera, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente; Tullio Fanelli, Vice Commissario ENEA;, Francesco Venturini, Amministratore Delegato Enel Green Power e Pietro Colucci, Presidente Kinexia. 
Sir David King ci ha tenuto inoltre a evidenziare l’importanza della sinergia tra i settori pubblico e privato per quanto riguarda l’ambiente: è infatti la spinta del settore privato verso certezze a lungo termine a costringere il governo a pensare al futuro.

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